Venticinque secoli di storia tra le mura del Castello Aragonese

Di Ludovica Criscitiello

Se un tempo al Castello Aragonese di Ischia ci si poteva arrivare solo via mare, oggi basta attraversare il piccolo Borgo di Gelsa, chiamato così per la presenza di gelsi e un tempo abitato da pescatori, e percorrere il ponte che porta all’isolotto sul quale sorge. Basta poco per ritrovarsi ad ammirare uno dei gioielli dell’isola, unendo la bellezza del mare al fascino fiabesco che da sempre caratterizza tutti i castelli.  

In venticinque secoli di storia il Castello Aragonese è stato teatro di battaglie e invasioni, dai Cumani ai Saraceni, ai Longobardi, ai Visigoti, ai Normanni, fino all’arrivo delle grandi dinastie che lo resero, oltre che fortezza, anche residenza per famiglie nobili. È il caso di Alfonso V D’Aragona, la cui casata portò a Ischia tra il XV e il XVI secolo un periodo di grande splendore culturale, il più lungo durato almeno due secoli. In quei tempi l’isolotto ferveva di vita, con 1892 famiglie che vi abitavano e tredici chiese tra cui la cattedrale e il Convento delle Clarisse.  

Ma a fervere era soprattutto la vita culturale, grazie alla poetessa Vittoria Colonna, moglie di Ferrante D’Avalos, una delle famiglie nobili più importanti al seguito del re di Napoli. Vittoria Colonna diede vita a un circolo dedicato all’arte e alla poesia, vero e proprio catalizzatore per artisti e intellettuali del calibro di Ludovico AriostoBernardTasso e Michelangelo Buonarroti che frequentarono spesso Ischia. Un periodo destinato a concludersi quando, a causa dei pirati, quasi tutti gli abitanti lasciarono l’isolotto in cerca di sistemazioni più sicure e comode.  

Da qui dopo dominazioni spagnole e austriache, fu la volta dei Borbone che trasformarono il Castello in una prigione per i nemici del Regno delle Due Sicilie fino all’arrivo di Giuseppe Garibaldi che abolì il carcere politico. Abbandonato per anni a se stesso, l’8 giugno 1912 fu venduto all’asta dallo Stato all’avvocato Nicola Ernesto Mattera. Con la famiglia Mattera inizia una vera e propria rinascita del Castello Aragonese grazie a una lunga serie di opere di restauro della struttura che avvengono nel periodo tra il 1965 e il 2013.  

Furono soprattutto il pittore Gabriele Mattera, insieme alla moglie Karin Antonio Mattera a trasformare il Castello in un luogo di incontro per intellettuali, scultori e critici, quasi come a voler riprendere quella tradizione portata avanti da Vittoria Colonna. Tradizione che non si è interrotta con la morte del poeta ma che continua ancora oggi con il Castello aperto tutti i giorni dell’anno e che ospita eventi e manifestazioni culturali di vario tipo come concerti di jazz, mostre dedicate ad artisti illustri come Salvador Dalì, Giorgio De Chirico e Pablo Picasso, degustazioni, esibizioni di musicisti, convegni, rappresentazioni teatrali, visite teatralizzate come quella di quest’anno intitolata Fantasmi nel Castello a cui si potrà partecipare solo su prenotazione da luglio a settembre e rassegne cinematografiche come l’Ischia Film Festival che si svolge dal 30 giugno al 7 luglio.