Parentesi donna: parliamo di cellulite. Guai a generalizzare

Diciamocelo con grande franchezza: la cellulite non sfugge a nessuna. Colpisce dalle più indisciplinate alle salutiste accanite, dalle sportive che non sgarrano a quelle che credono nell’eterna giovinezza e si ritrovano in cabina al mare da un giorno all’altro (si fa per dire) alle prese con la buccia d’arancia. 

Quello che per anni non si è detto, è che la cellulite è a tutti gli effetti una malattia. Considerarla un inestetismo è una considerazione superficiale. Per il mio approccio alle cose, la bellezza è sempre espressione di uno stato di benessere e se arriva la cellulite, significa che qualcosa non va come dovrebbe. Ecco perché al di là degli aspetti visivi, ho deciso di andare a fondo di questo problema. 

Il mercato è assai affollato con centinaia di produttori presenti sul canale. Questo dovrebbe non farci sentire sole, il problema è che tra tante offerte non sempre si è sicuri di fare la scelta giusta. 

In primo piano il consiglio del farmacista, per individuare la precisa tipologia di cellulite e suggerire i trattamenti cosmeceutici che, abbinati a corrette abitudini quotidiane e attività fisica costante, possono aiutare ad affrontare il problema. 

Ma cosa bisogna chiedere esattamente al farmacista? 

La parola d’ordine è “funzionale”. Un prodotto deve contenere un pool di attivi funzionali e agire sulle principali problematiche della patologia: pannicolopatia, edema e fibrosclerosi. Sì, perché una sola funzione rischia di risolvere il problema solo apparentemente e solo momentaneamente: ciò che bisogna combattere è l’aspetto a buccia d’arancia e lavorare sulla circonferenza della coscia, migliorando l’elasticità ed il tono cutaneo. Il prodotto non deve contenere fonti di iodio e deve lavorare a livello di fibrosi. Assicuriamoci la presenza di una biotecnologica microemulsione di enzimi collagenasi, in grado di rompere i fasci di collagene amorfo, che vanno a comprimere gli adipociti, e levigare le giunzioni ipodermiche, attivando il drenaggio linfatico. Per contrastare la componente edematosa della cellulite l’altra molecola altamente funzionale si chiama escina: aumenta la resistenza della parete dei capillari, L’attività lipolitica, invece, deve essere coordinata dall’azione sinergica di tre sostanze: caffeina, carnitina e glaucina, necessaria per favorire il corretto metabolismo dei grassi. Presentano, infatti, un meccanismo d’azione consequenziale, che porta alla riduzione del tessuto adiposo, grazie alla mobilizzazione degli acidi grassi verso i mitocondri, dove vengono utilizzati per produrre energia. 

Scegliere in modo consapevole è il primo e il più importante step. Per maggiori informazioni scrivete alla mia mail!