La Grande Mela in sei giorni

La Grande Mela in sei giorni

Di Francesca Marra

Lo facciamo diverso! Stavolta la rubrica “girovagando” avrà il sapore dell’esperienza vissuta. Siamo stati a New York e vi raccontiamo uno dei viaggi più entusiasmanti mai fatti! La Grande Mela ha il suo fascino, non è una vacanza così tanto originale in realtà, ma la particolarità di questo viaggio sta nell’immensa sorpresa che New York sa trasmettere a chi parte dall’Italia con un po’ di pregiudizi su una meta così inflazionata. Ecco allora il diario di bordo di una settimana da Dio!

Primo giorno: con il naso all’insù.

Per cominciare il tour di New York si parte dalla Street! Subito dritti al centro: Manhattan è una dei 5 quartieri della città. Il più “conosciuto” nell’immaginario collettivo: centinaia di film, le più popolari serie tv hanno come set l’isola tra i fiumi Hudson e Harlem. La primavera newyorkese è alle porte e si può girovagare per la città: naso all’insù e lo skyline è incredibile. Si parte dalla Fifth Ave fino a Central Park: l’altezza del Rockefeller Center e dell’Empire State Building sono da mozzare il fiato. Un passaggio davanti alle Tramp Tower con i vetri neri, blindati, ma a colpire sono gli edifici storici: la cattedrale di San Patrizio e la New York Pubblic Library che, paragonati all’immensità dei gratacieli, danno un senso d’intimità. Negli enormi saloni della biblioteca, gestita attraverso donazioni di privati, si possono trovare studenti con i loro Pc e anziani signori che leggono il giornale. Ci sono centinaia di turisti ma il silenzio e la serenità degli autoctoni non è affatto turbata. La cattedrale di San Patrick in stile neogotico fa l’occhiolino alle chiese della vecchia Europa.

Dal caos della città basta qualche pedalata in bici per immergersi nella quiete del verde pubblico. Central Park in bike è un’esperienza impareggiabile. Luoghi per ogni genere di sport, prati per improvvisare pic-nic, laghetti attraversati da barchette di coppie in cerca di coccole. Non sembra neppure più di essere al centro della metropoli.

Secondo giorno: l’arte è esposizione

New York non ha nulla da invidiare alle capitali d’Europa in fatto di capolavori. Certo molti di questi esposti al Moma o al Metropolitan Museum sono frutto del genio europeo, ma questo non può essere che un valore aggiunto. La capacità dei musei Newyorkesi sta nella bellezza e maestosità delle esposizioni. Enormi sale dedicate all’arte egizia dove si staglia, davanti alle vetrate che danno su Central Park, un intero tempio egizio. Ci sono giganteschi mausolei provenienti dall’Oceania, e centinaia di reperti appartenenti agli indiani d’America. Tutto lascia a bocca spalancata. Al Moma è esposta la notte stellata di Van Gogh, “One: number 31” di Pollock, installazioni di arte contemporanea come enormi rose alte tre piani ed elicotteri degli anni ‘30. E’ un miscuglio di arti e culture che è un’overdose per gli occhi e la mente.

Terzo giorno: dai tetti del mondo

Di turisti a New York, durante la primavera, se ne vedono tantissimi, ma le file per salire sui grattacieli non devono scoraggiare. Anche gli europeisti più convinti sanno che le sorprese sono ancora tante! E così in 25 secondi netti si arriva al 68esimo piano del Top of the Rock. Al tramonto è il momento migliore per osservare l’intera città. Romantico ed eccitante allo stesso tempo, l’osservatorio offre una vista a 360 gradi! La notte è fatta invece per andare ancora più in alto: 300 metri d’altezza, si vola al 86esimo piano ed è subito magia, offerta da sua maestà L’Empire.

Quarto giorno: melting pot di culture

Staten Island è il corcevia di centinaia di culture. Negli anni della grande emigrazione dall’Europa, questa piccola isola che affaccia sull’oceano era la terra promessa per tantissimi europei in cerca di fortuna. Il nuovo continente ha accolto tutti quelli che sono transitati sotto la torcia della statua della libertà. Da qui per loro è cominciata una nuova vita. L’unione delle razze, delle culture, delle religioni ha dato vita al più grande melting pot della storia dell’umanità che si è espresso al meglio nel cibo, nella musica, nel cinema. Quanto è grande l’America!

Quinto giorno: il giorno del ricordo

Se chiedessimo a chiunque nato negli ultimi anni del secolo scorso cosa stesse facendo quel maledetto 11 settembre tutti sarebbero in grado di rispondere. Bastò un attimo per mollare tutto e incollasi alla tv per guardare in diretta la più grande tragedia accorsa al cuore del mondo occidentale. Il coraggio della rinascita è la sensazione che si avverte attraverso lo scorrere incessante dell’acqua delle enormi fontane nate esattamente sullo stesso perimetro delle torri gemelle. Sullo sfondo del World Trade Center si staglia la Freedom tower, ricostruita dopo l’attentato, è il sesto edificio più alto del mondo.

Sesto giorno: Brooklyn in love.

Ok new york può strabiliare, ma per viverci Brooklyn è l’ideale. Il canestro montato sul garage, il seminterrato, la scala che raggiunge il patio esterno, il retro con la doppia porta, l’immancabile bandiera a stelle e strisce: basta una passeggiata e ti immedesimi nell’americano tipo: NBA e festa del ringraziamento! Per raggiungere il quartiere a Sud di Manhattan non c’è nulla di più emozionante di attraversare il ponte di Brooklyn di sera. E’ lo skyline che vi consigliamo di tenere impresso nei miei occhi prima di ritornare nella saggia e sonnacchiosa Europa!