ALL’AGORA’ MORELLI, LA FELICITA’ E’ UNA COSA SERIA CON DIANA ARCAMONE

ALL’AGORA’ MORELLI, LA FELICITA’ E’ UNA COSA SERIA CON
DIANA ARCAMONE

Felicità: tutti la cerchiamo, per tutta la vita, senza mai essere sicuri al cento per cento di averla mai provata veramente. Ma siamo proprio certi di aver capito che cosa sia o che significato abbia? Lo abbiamo chiesto alla scrittrice Diana Arcamone, autrice del libro intitolato “Felicità. Un destino o una scelta”, intervenuta insieme a Luigi Baldascini, psichiatra e direttore IPR e alla psicoterapeuta Serena Mastrangelo al convegno intitolato “La felicità è una cosa seria”, organizzato all’Agorà Morelli da Agorà Magazine e dall’Associazione Culturale Meridiani.
Può provare a descrivere cos’è per lei la felicità? La felicità di cui parlo non è quella che si prova in pochi attimi ma è qualcosa di più importante, che ha a che fare con la nostra
quotidianità, è un modo d’essere, di percepire la realtà e anche un modo di pensare. È qualcosa che ha a che fare con la nostra interiorità, è uno stato di appagamento basato su una buona relazione prima con se stessi e poi con gli altri.
La “felicità è una cosa seria” è anche il titolo del convegno che lei ha contribuito ad organizzare? Ci spiega perché?
Da numerose ricerche scientifiche è emerso che esiste una stretta correlazione tra emozioni, pensieri, stati d’animo della persona e la salute. La terapia del sorriso per esempio è un protocollo che viene seguito in tutti gli ospedali. Essere felici aiuta il nostro sistema immunitario, favorisce la frequenza cardiaca, insomma è qualcosa che
fa proprio bene alla salute e ci tiene al riparo dalle malattie.
Felicità e spiritualità: sono due concetti che secondo lei vanno a braccetto?
Trovo che siano due facce della stessa medaglia. Una persona troppo razionale considera la vita solo da un punto di vista materiale e quindi si perde molto della bellezza dell’esistenza che va oltre la materia. Il nostro corpo non si nutre solo di cibo, ma anche di amore, di emozioni, di sentimenti.

Che cosa consiglierebbe ad una persona che, pur in assenza di problemi seri ma con una vita normale, non riesce a sentirsi soddisfatta e felice?
Gli direi di essere curioso, ambizioso, di non accontentarsi di una vita fatta di automatismi, facendo le stesse cose con gli stessi risultati. Di andare alla ricerca leggendo libri, partecipando a convegni, facendo anche un percorso interiore di conoscenza di se stesso. E poi soprattutto gli direi di cambiare. Le persone passano la loro vita alla ricerca della sicurezza e fanno fatica ad apportare cambiamenti quando qualcosa non va, anche quando si presenta l’opportunità per farlo, perché hanno paura. Questo è uno dei motivi per cui si rischia di collassare nell’infelicità.

Ludovica Criscitiello