Quadri bio, ecco il bello degli scarti alimentari

Il supermercato biologico Naturasì ha ospitato il laboratorio creativo “Arri-creiamoci/mettili da parte e impara l’arte” per sensibilizzare i più giovani sul tema del riciclo

Di Valeria Sannino

C’è il Vesuvio di Andy Warhol che è fatto di rape e insalata o la sedia di Van Gogh con broccoli e sedano e persino  una bambina con dei palloncini minuziosamente realizzati con carote e verdure a foglia. Sono i piatti artistici bio. Tutti rigorosamente provenienti dagli scarti alimentari. E gli autori sono artisti d’eccezione: studenti italiani e stranieri che si sono cimentati nel corso del laboratorio dal titolo Arri-creiamoci/mettili da parte e impara l’arte all’interno degli spazi del supermercato biologico Naturasì. 

Lo spazio bio per vocazione si  è trasformato in un centro di educazione e formazione per i più piccoli. Ad aprire le danze è stata la padrona di casa, Roberta Siniscalchi che ha dato il benvenuto agli studenti dell’I.C. Cuoco Schipa e agli studenti del progetto Erasmus provenienti da tutta Europa.  «La cultura, l’informazione rendono l’uomo libero e i valori e le responsabilità lo rendono un uomo moderno. Noi collaboriamo con medici, professionisti e scuole con l’intento di formare e informare in modo che si possano fare delle scelte che rispettino il pianeta e gli esseri umani». 

Partendo dai dati preoccupanti sullo spreco del cibo nelle scuole che ne hanno misurato una quantità pari anche a 6,5 kg  al giorno, è nata l’esigenza di sensibilizzare le nuove generazioni sull’argomento per renderli consapevoli e responsabili, orientandoli al cambiamento delle loro abitudini sbagliate.  

Da un’idea di Claudio Benegas, il progetto  ha come obiettivo quello di sensibilizzare  al riciclo creativo degli scarti alimentari. Ed è così che “i prodotti stanchi” sono rinati grazie all’inventiva degli alunni e dei docenti che li hanno aiutati in questa esperienza artistica. 

Gli studenti provenienti da Spagna, Finlandia, Portogallo, Lituania e Germania assieme a quelli  italiani hanno così partecipato ad un piccolo contest che prevedeva l’utilizzo creativo degli scarti alimentari per creare delle composizioni artistiche ispirate ad opere d’arte famose del loro Paese d’appartenenza. Unici “pennelli” ammessi sono stati: mele, carote, batate, sedano, arance e molto altro. La tela, invece, un piatto di plastica. Perché chi l’ha detto che dagli scarti non può nascere l’arte?