Giò di Tonno: «La mia vita tra teatro, musica e tv»

Vincitore indiscusso del Festival di Sanremo 2008 e nel 2012 di Tale e Quale Showamatissimo dal grande pubblico per aver prestato il volto al personaggio di Quasimodo nel musical campione di incassi Nostre Dame de ParisDal 2017 è co-conduttore del programma I Fatti Vostri trasmesso su Rai 2. Ospitiamo nel nostro Salotto un grande cantautore, attore e interprete: l’amico e collega Giò Di Tonno. 

Fabrizio: Il tuo percorso artistico è segnato da ascolti di grande spessore, raccontaci quanto i grandi cantautori abbiano influenzato il tuo modo di scrivere e interpretare 

Il mio percorso inizia dallo studio del pianoforte, quindi l’estrazione è prettamente musicale. Col passare del tempo ho poi scoperto il grande potere dei cantautori italiani. Con loro ho compreso quanto peso possano avere una frase o un intero testo se supportato dalla musica. Un connubio inscindibile e magico. Ascoltandoli ho capito quanto l’interpretazione sia caratterizzante un artista e quanto della personalità di un artista passi attraverso l’espressività vocale. Si è ciò che si ascolta e si assimila. E io timidamente cercavo di rifarmi ai grandi cantautori italiani. Fondamentale è stato il grande Paolo Conte attraverso i suoi mondi onirici, ma anche il pragmatismo di Mogol e Venditti o Fossati, Guccini, De Andrè 

Aurelio: Raccontami la tua esperienza Sanremese del 1995 con la tua Padre Padrone 

Quello fu il mio secondo Sanremo. Presentai questo brano, Padre padrone, che aveva una struttura un po’ complessa. Fu anche azzardata la proposta di un brano del genere a Sanremo ma era sicuramente un mio omaggio ai grandi cantautori, infatti il testo era ispirato al modo di scrivere di Fossati e la musica rispecchiava il mondo De Andrè con PFM (Premiata Forneria Marconi). Forse ero troppo timido e giovane per interpretare un brano del genere però arrivai secondo nella classifica del premio della critica. Mi sentii schiacciato da tutto il “carrozzone Sanremese” ma allo stesso tempo soddisfatto perché il brano riscosse molte critiche positive. 

Fabrizio: Nei primi anni del 2000 arriva il grande teatro musicale. Sei stato il Gobbo più rappresentativo. Notre – Dame de Paris cosa ti ha dato e cosa ti ha lasciato? 

Subito dopo Sanremo attraversai un periodo buio artisticamente e allora cominciai a cercare altre forme di espressione studiando teatro e improvvisazione, appassionandomi al musical. Notre – Dame de Paris è stato un sogno, la più grande occasione artistica e umana che ho avuto e lo è tutt’ora. Ha scardinato tutta la struttura del teatro musicale convenzionale, Garinei e Giovannini, la commedia musicale italiana e, dall’altro lato, Broadway. È stato uno spartiacque. E per quel che riguarda me, è stata una grande occasione di crescita che mi ha fatto capire quanto fosse importante la disciplina senza però perdere la propria personalità. Oggi cerco di mettere in tutti i lavori la stessa dedizione e disciplina.  

Aurelio: Molte altre sono state le esperienze nei musical e ora, la TV. La tua vocazione resta il cantautorato o hai cambiato direzione col tempo? 

Credo di aver toccato tutte le forme del mondo dello spettacolo mettendomi sempre in gioco sotto tutti i punti di vista ma la mia grande passione resta il cantautorato anche se ora mi sta appassionando molto nello scrivere per altri artisti. Da poco mi sto anche misurando con la scrittura di un’opera musicale ma non c’è comunque nulla che mi appaghi di più come scrivere canzoni nella mia intimità. 

Fabrizio: Hai qualche rimpianto in particolare che vorresti confidarci? 

Non ho particolari rimpianti tranne forse quello di non aver insistito un po’ di più con il cantautorato. Mi sento comunque un privilegiato perché vivo di quello che mi dà grande gioia che è la musica quindi no, non ne ho, nonostante le proposte lavorative mi abbiano portato a fare molte scelte diverse. A volte ci si può rammaricare di non aver costruito una vita ma io, parallelamente alla vita artistica, sono riuscito a crearmi una famiglia e una vita al di fuori da quello che è il mondo artistico.  

Grazie Giò e in bocca al lupo per i tuoi nuovi progetti.