Salvator Dalì, al Pan l’arte sospesa tra genio e follia

Di  Vittoria Marzio

Fino al 10 giugno il Pan ospita la mostra dell’artista catalano   

Genio e Immortalità di un Mito: Io Dalì è il titolo della mostra del grande artista catalano, in esposizione al Pan palazzo arti Napoli fino al 10 giugno.   

Attesissima e fortemente voluta dal Comune e l’Assessorato alla Cultura, in collaborazione con la fondazione spagnola Gala-Salvator Dalì e co-organizzata con C.O.R. (Creare organizzare realizzare), la mostra racconta, attraverso dipinti, disegni, video, fotografie e  riviste il modo in cui il grande caposcuola del surrealismo è riuscito a rendere in forma d’Arte ogni suo sregolato gesto d’autore che, attraverso lo stupore del pubblico, a volte inquieto e a volte molto compiaciuto, s’è immortalato in quel grande genio che lui stesso declamava sin dall’adolescenza.  

Dalì negli anni ‘30 è passato per Napoli insieme alla sua amata Gala, testimonianza ne è una sua cartolina inviata da Ravello. E oggi la nostra città lo omaggia con un’ esposizione davvero interessante, costruita appositamente per Napoli per farne conoscere il genio e la sua attualità. Vi invito a visitarla per immergervi in quella sana follia artistica in cui il maestro ci ha fortemente coinvolto con la sua vita, con il patrimonio di opere immense che ci ha lasciato. 

Ci sono alcuni piccoli olii al Pan che non lasciano dubbi sulla bellezza di questa grandiosa mostra. 

Ma c’è anche tanto Dalì protagonista di quella trasformazione sociale avvenuta in quegli anni con l’avvento della pubblicità, del marketing e il suo rendersi protagonista con innumerevoli messe in scena del suo volto. Straordinaria la serie di fotografie di Philippe Halsman che ha come soggetto i suoi baffi, imponendo il suo viso enigmatico con quello sguardo magnetico che colpisce e lascia un indelebile segno di popolarità. 

Fissando il volto di Dalì mi sovvengono alcuni maestri rinascimentali ai quali tanto si è ispirato, vedi l’autoritratto con il collo raffaellesco del 1921, mentre in altre occasioni, come i suoi film descrittivi di quello show continuo che era la messa in opera della sua arte, mi rimandano al pensiero costante che talento è genialità sono così singolari e unici di pochi esseri umani, che pertanto lui stesso abbia fortemente voluto lasciare il segno di se stesso, e nel farlo ci ha lasciato in eredità un patrimonio eccezionale di Arte pura.