Moccia tra i Leader di Confindustria “Si punta al made in italy”

A cura di Francesca Marra

Susanna Moccia tra i giovani vice di Confindustria 
con un pugno di farina di semola in valigia.  

Con il soprannome di ‘piccione viaggiatore’ è continuamente in giro per seguire le attività del pastificio di famiglia, senza mai smettere di offrire il suo contributo al Gruppo dei giovani imprenditori industrialiSusanna Moccia, 37 anni, attuale Vice Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, di gavetta ne ha fatta.
Laurea in Economia Aziendale nel 2005, oggi, assieme ai fratelli, gestisce il pastificio La fabbrica della pasta di Gragnano e la catena di supermercati Decò, occupandosi di formazione del personale e rapporti commerciali con l’estero. 

Nel triennio 2014-2017 è stata Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Napoli con delega alle startup innovative, imprenditorialità giovanile e responsabilità sociale di impresa.  

Moccia, sposata con due figli, è senza dubbio una brillante donna in carriera under 40 che rappresenta l’eccellenza made in Naples.  

È cresciuta tra i cartoni di pasta – come lei stessa dice -. Adesso ricopre un ruolo molto importante e non ha ancora 40 anni. Ci racconta da dove è partita? 
Semola e cartoni di pasta sono stati una costante della mia vita. Dai giochi d’infanzia al futuro professionale, è un’ azienda che ha costruito il mio percorso. Alle spalle la forza di una famiglia unita, il sostegno dei miei fratelli, le sfide che ho affrontato sempre con il sorriso sulle labbra e un’incrollabile fiducia nel futuro. A diciotto anni la valigia pronta: direzione Capri dove mi sono ritrovata a gestire da sola il primo supermercato di famiglia, facendo la pendolare per seguire i corsi alla Parthenope. E poi da una parte all’altra del mondo per seguire le fiere e le attività di export del pastificio, tanto da guadagnarmi in famiglia il soprannome di “piccione viaggiatore”. Ma il grande amore è stata la vita associativa. Ho iniziato prestissimo a confrontarmi con i miei colleghi, a contribuire alla vita del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali di Napoli. I primi passi nelle giunte e poi la presidenza, un ruolo importante che mi ha emozionata e arricchita molto sia dal punto di vista umano che da quello professionale. Fino ad arrivare a oggi, con la vicepresidenza nazionale che rappresenta per me una responsabilità davvero importante.    

Intanto ha fatto a cazzotti con tanti uominisue parole, quali le armi migliori per arrivare al vertice?  

Tenacia, determinazione, capacità di ascolto. Tutte doti prettamente femminili. Essere multitasking è stato determinante, le sfide da affrontare ogni giorno sono state numerose, senza contare la necessità di conciliare vita professionale, associativa e familiare. Ho discusso con tanti uomini, in alcuni contesti ho tirato fuori le unghie per farmi rispettare. Spesso, soprattutto all’estero, mi sono dovuta confrontare con persone che faticavano a vedere in una donna una controparte alla pari ma non mi sono mai lasciata scoraggiare. 

Come concilia il suo ruolo di imprenditrice, di mamma e di rappresentante dei giovani imprenditori?  

La famiglia per me è un punto fermo, una fonte di forza ed energia che mi aiuta ad affrontare al meglio la quotidianità e, soprattutto, le difficoltà. Appena posso coinvolgo i bambini nelle mie attività nel pastificio. Anche per loro è un piccolo parco giochi, dove condividere momenti di divertimento con i cugini più grandi e con gli zii. Per lavoro sono spesso fuori Napoli, mi rassicura sapere di poter contare sempre su mio marito. Siamo una squadra molto affiatata.  

La ripresa dagli anni bui della crisi ha coinciso con politiche attive più attente ai giovanima ad allarmare resta la disoccupazione al Sud che è ferma al 24% 

Il Mezzogiorno sconta, sul piano dell’occupazione e non solo, ritardi importanti ma anche qui la situazione sta migliorando. Lo dimostrano gli investimenti fatti sul nostro territorio da multinazionali come Apple e Cisco. San Giovanni a Teduccio si sta trasformando in un polo di innovazione ed eccellenza. Ad attrarre i giganti dell’informatica sono soprattutto le nostre risorse umane, un patrimonio inestimabile che troppo spesso continua a disperdersi. Incoraggianti sono i dati relativi alla nascita delle startup innovative, in Campania crescono. C’è voglia di restare qui e di mettersi in gioco. 

Il made in Italy deve fare i conti con la contraffazione: il mercato del falso alimentare è pari a 1 miliardo di euro, quali sono le azioni di contrasto?  

L’agroalimentare è uno dei settori che paga il tributo più alto alla contraffazione e al fenomeno dell’italian sounding. I danni all’economia e alle aziende si traducono in numeri da capogiro, senza contare i posti di lavoro persi. Come intervenire? Valorizzando e tutelando sempre più il made in Italy, una battaglia che vede Confindustria in prima fila. Il made in Italy, quello vero, è un marchio inimitabile, capace di far sognare il mondo.       

Progetti per il futuro? 

Stiamo portando in tour, su tutto il territorio nazionale, le nostre eccellenze campane. Abbiamo scelto di puntare su alcuni settori strategici per il nostro futuro: food, moda, nautica, metalmeccanica, design, cultura e turismo. Il sogno italiano è la nostra più grande opportunità.