Marco Zurzolo: «È Napoli, la mia vera scommessa!»

ZTL – Zurzolo Teatro Live è un centro culturale di aggregazione e formazione per riqualificare spazi urbani nato dall’impegno del sassofonista partenopeo. «Il mio impegno per la città? La musica come alternativa alla strada».

marco zurzolo

Di Adriana Schiavo

Marco Zurzolo è lì, sorridente reduce dal successo al Teatro Augusteo, con lo spettacolo Insieme per l’Unitalsi, armeggia con il suo smartphone, rileggendo complimenti dei fan che invadono le sue pagine social.
Siamo a via Giuseppe Piazzi, nello Spazio ZTL (Zurzolo Teatro Live). Il luogo è molto suggestivo. Uno spazio, concepito per essere un centro di aggregazione culturale sul territorio dove percorsi formativi a suon di musica si sedimentano in una realtà dedicata al recupero sociale della città.
Che significa fare il musicista a Napoli?
Beh, è abbastanza complicato. La mia è stata una grande scommessa. Sono legato alla città e la amo con tutti i suoi difetti, però questo ti penalizza molto perché per quanto sia bella, per quanto possa darti delle energie positive, è una città dove non succede quasi niente.
In che senso?
Nel senso che se tu sei a Roma e suoni in un club, può passare il regista di turno, qualcuno che sta facendo un programma in Rai, insomma hai più opportunità di essere ascoltato perché per noi che facciamo musica, l’unica possibilità che hai è la musica live, quella che fai sul territorio. Se suoni in un club qui a Napoli, puoi avere anche un grandissimo successo ma è difficile “l’incontro”.
Ne ha mai fatti di incontri “importanti” ?
Sì, una sera ero a suonare in un club che si chiamava Murat, in prossimità di piazza Dante e venne a vedere il mio concerto Luca Barbareschi. È stato un uomo con cui ho lavorato per 20 anni e ci sto lavorando ancora.
All’estero sei una star, c’è mai stato il pensiero di lasciare Napoli?
Non sono andato via da Napoli perché Napoli è…(sospira, ndr) non ci riesco. Sono di quei ciucci che restano legati alla propria tradizione, alla propria terra. Qua riesco ad avere delle belle soddisfazioni e non riesco a liberarmene.
Soddisfazioni che nascono anche da una nuova realtà che hai messo su da cinque anni. Come nasce questa esperienza?
Sì, siamo a via Giuseppe Piazzi, nel cuore della città e io qui le soddisfazioni le prendo dalla gente perché a me la gente vuole bene e io ricambio perché la struttura di cui stiamo parlando, la ZTL – Zurzolo Teatro Live – è una struttura nata dalle mie forze e di una mia socia, Manuela Renno. Abbiamo investito un bel po’ di soldi, parliamo di 50mila euro che per noi è una cifra altissima, però abbiamo ridato luce a una struttura che era morente, riconsegnandola alla città.
Cosa servirebbe a questa struttura?
Siamo in un quartiere a rischio, dove accogliamo anche gente che non ci può pagare le lezioni perché questa è diventata anche una sala di aggregazione dove bambini dai 3 anni in su possono venire e divertirsi e stare insieme. Un centro di aggregazione per i cittadini e per questo mi sarei aspettato che la Regione, il Comune, si adoperassero per darci un finanziamento…. (sorride) E invece niente. Ci sarebbero altri due locali che andrebbero messi a posto ma non abbiamo più soldi.

Quali attività organizzate per i bambini?
La nostra nasce come alternativa alla strada, c’è mia sorella che insegna canto lirico, poi c’è il coro e il corso per i ragazzi tra i 10 e i 14 anni dove i ragazzini si scambiano gli strumenti. Poi abbiamo un corso di musica d’insieme per professionisti, un corso di pianoforte, uno di chitarra e di musica jazz.
Nel periodo del campo scuola, nel mio giardino possiamo accogliere 30 bambini, abbiamo provato a cercare aiuti per ampliare gli spazi ma nessuno ci sente. Il mio vero dispiacere è quello di non poter più accettare bambini ai corsi per aver raggiunto a capienza massima in assenza di spazi adeguati.

Tornando a Zurzolo, musicista nel mondo. Le ultime collaborazioni?
A teatro collaboro, con Giancarlo Gianni, con Giuliana De Sio, con Michele Placido, una serie di attori molto bravi con i quali stiamo facendo spettacoli di musica e poesia e poi c’è la fiction… ho fatto D’Alatri e adesso stiamo tentando questa carta de I bastardi di Pizzofalcone. Io sto cercando di integrarmi per fare le musiche della seconda serie. Ho più di 30 anni di carriera Insomma…sono felice. E poi dovrei andare in pensione ma secondo me, nun ma rann..!