Felicità, da dove partire?

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Di Diana Arcamone

Cos’è la felicità se non il fine ultimo di tutte le scelte che facciamo? Siamo accomunati dallo stesso desiderio: essere felici. Ma quando si parla di felicità ognuno dà un senso diverso a questa parola, perciò è opportuno chiarirne il significato. Possiamo identificare la felicità con un momento di euforia per qualcosa di straordinario che entra nella nostra vita, un regalo, un incontro inaspettato, un obiettivo raggiunto. Seppur brevi e fugaci questi attimi di felicità costellano la nostra esistenza. Ma a parte questi rari momenti, che ne facciamo del resto della nostra vita? Perciò, il mio interesse riguardo la felicità, sta in quel sentimento di benessere, di pace interiore che si raggiunge quando si è in armonia con se stessi e con il mondo. Quella serenità appagante che ci fa essere contenti e compiaciuti della nostra esistenza, e che ci resta nonostante le difficoltà in cui inciampiamo, nonostante gli alti e bassi della vita, nonostante tutto…
Abbiamo voluto creare una rubrica intitolata La Scienza della felicità perché attraverso un percorso multidisciplinare che riguarderà soprattutto le recenti scoperte scientifiche riguardo la felicità, vogliamo convincere anche i più scettici e pessimisti, che si può imparare ad essere felici. Da dove si parte? Dalla mente umana, perché è proprio lei la principale artefice della nostra felicità o infelicità. Secondo i neuroscienziati la mente produce circa 60mila pensieri al giorno, ed è dalla qualità di questi pensieri che dipende gran parte della qualità della nostra esistenza. La mente non si ferma mai. Quante volte vi sarà capitato di svegliarvi nel cuore della notte pensando a qualche cosa che dovete fare il giorno dopo, o ricordandovi di qualcosa che avete dimenticato di fare il giorno prima? Quante volte avrete messo la sveglia alle sette e poco prima che suonasse vi siete svegliati? Diceva San Francesco: «Stai attento ai tuoi pensieri e alle tue parole perché potrebbero diventare la profezia della tua vita».