L’Ape car che sforna le pizze

Il brevetto è stato assegnato all’imprenditore napoletano Giovanni Kahn della Corte titolare del brand Johnny Take Uè

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Di Francesca Saccenti

Nel 1948 è il simbolo dell’Italia che esce dalla guerra e si prepara per il boom economico. Nel 1976 è l’icona della pellicola Bruciati da cocente passione, la commedia di Giorgio Capitani dove protagonista è il tradimento. Nel 2018? Un veicolo a tre ruote in grado di sfornare pizze. Si tratta dell’Ape car, il mezzo di trasporto della Piaggio che ha raccontato e seguito negli anni le sorti di una Italia piegata dal secondo conflitto mondiale e in seguito schiava del consumismo. E se è vero che i tempi cambiano, ci sono alcuni simboli che restano immortali e si evolvono senza porre limiti all’immaginazione.


Come l’idea dell’imprenditore partenopeo Giovanni Kahn della Corte che nel 2012 dà vita al brand Johnny Take Uè mettendo sulle “spalle” dell’Ape car un forno a legna tradizionale. Un cambio di look per il mezzo di trasporto a tre ruote, costruito a partire dalla Vespa per andare incontro alle esigenze di chi non poteva permettersi una macchina nel dopoguerra. Con l’aggiunta di una canna fumaria smontabile e con tavoli da lavoro a scomparsa l’Ape car diventa una piccola pizzeria a cielo aperto. Basta ordinare al momento per ricevere una pizza a portafoglio, piegata in quattro e servita nel particolare foglio di carta paglia. Tocco di classe il basilico che viene raccolto direttamente dalla piantina. Uno street food made in Naples, dove la “regina” della cucina italiana diventa la padrona, creata con prodotti d’eccellenza del territorio campano, con un impasto a lenta levitazione e alta digeribilità dal pizzaiolo Aniello Bonocore. Il successo diventa un brevetto. A decretarlo è il Ministero dello Sviluppo Economico che ha riconosciuto l’invenzione industriale a Giovanni Kahn della Corte. Un risultato che arriva dopo cinque anni di attesa e giunge sulla scia dell’importante riconoscimento dell’arte del pizzaiolo napoletano come patrimonio dell’Unesco.
«È stata una grande soddisfazione, a volte le idee creative diventano realtà. Basta crederci e rimboccarsi le maniche – spiega il titolare del brand Johnny Take Uè -. Il segreto del successo è stato quello di coniugare lo stile british dello street food con la napoletanità, senza mai dimenticare l’amore per le materie prime del nostro territorio. In Campania abbiamo tante eccellenze, l’obiettivo è quello di farle conoscere sempre di più». Dopo anni di “vagabondaggio” per le strade di Napoli a sfornare pizze, l’Ape car si parcheggia al Corso Vittorio Emanuele. Negli spazi della pizzeria Johnny Take uè, dal design semplice ed informale, il veicolo diventa simbolo di tradizione ed innovazione. Una storia di creatività e passione all’ombra del Vesuvio che nasce dal bisogno di raccontare una Napoli diversa, dove tradizione e modernità si uniscono.


Le idee a Giovanni Kahn della Corte non mancano. Laureato presso l’Università degli studi di Napoli Federico II con la tesi dal titolo Food and Beverage Management, l’imprenditore è stato premiato dalla Camera di Commercio di Napoli nell’ambito di Napoli eccellente. Tra le sue invenzioni il Napoli Strit Food Festivale la beerETTA, nata dalla collaborazione con il gruppo di ricerca Mobilarch dell’Università di Napoli Federico II. Di cosa si tratta? Di una bicicletta che serve birra. Il veicolo a tre ruote poggiato su un cavalletto, viene attaccato ad una dinamo. Basta sollevare la ruota superiore da terra per generare energia elettrica, pedalando è possibile riempire un boccale di birra in pochi secondi. «Le idee vanno e vengono, a volte basta  qualcosa che ti colpisce e la mente inizia a viaggiare – racconta Kahn della Corte -. Presto ne vedrete ancor delle belle, avremo un punto di ristoro all’interno del parco divertimenti di Edenlandia ed una nuova pizzeria creata in un vano merci. Un container all’interno del quale si potrà gustare una ottima pizza napoletana. Immaginare e creare invenzioni nuove è sempre una grande avventura».