Kettlebell: cos’è e a cosa serve

kettlebell

di Paride Salvatore

Lo swing è il movimento principe dell’allenamento con le kettlebell. Il kettlebell è uno strumento, tradizionalmente chiamato “ghira” in russo, composto da un peso sferico comprensivo di una maniglia. Al giorno d’oggi in commercio è possibile trovare kettlebell da 4 kg o addirittura da 54 kg. Nasce in Russia, inizialmente utilizzato come contrappeso per le bilance, successivamente utilizzato dagli uomini al fine di testare la loro forza. Il compito era quello di sollevare il maggior numero di volte possibile l’attrezzo al di sopra del capo. Da questo momento circa, questo strumento venne utilizzato dai soldati russi come elemento di preparazione fisica. Ad oggi, l’allenamento con la kettlebell, è stato d’ispirazione per la riproduzione di movimenti quali slancio e strappo anche con l’utilizzo del bilanciere. Eseguita questa premessa, cerchiamo ora di analizzare nel maggior dettaglio possibile il più importante e probabilmente il più conosciuto movimento eseguibile con questo attrezzo: lo swing. 

Cosa allena questo movimento? Il maggior focus viene posto sulla catena cinetica posteriore: ci riferiamo quindi ai muscoli della schiena, ai glutei e ai muscoli ischiocrurali. Nella fase iniziale del movimento, la spinta viene anche data grazie all’intervento dei muscoli del tronco e delle braccia .Si tratta di un movimento a pendolo, di tipo oscillatorio, dove al fine di mantenere l’esecuzione qualitativa, è indispensabile controllare la respirazione, senza mai perdere il controllo e la contrazione del tratto lombare-addominale.  

L’esecuzione quindi avviene in questa maniera. 

  1. L’attrezzo è posizionato a circa un metro da voi. Piedi leggermente oltre le spalle, ginocchia semi piegate. 
  1. La schiena è dritta e tesa. 
  1. Lo sguardo è sempre rivolto davanti a voi. Il movimento oscillatorio inizia grazie alla contrazione dei glutei e dei muscoli della coscia. 
  1. A poco a poco il movimento acquisisce potenza e fluidità. 
  1. Non sono le braccia a innalzare il peso. Bensì la forza generata dai quadricipiti, dai glutei, e dagli ischiocrurali, senza dimenticare il dorso e il core addominale.