Riselda, il cassonetto smart perla raccolta differenziata

Da un’idea di Fernando Gomes Da Silva il prototipo pesa, smista e registra i rifiuti e premia il miglior cittadino.

Riselda

Di Rosaria La Rocca

Premiare i cittadini virtuosi è la filosofia di Riselda, un progetto che ambisce a sviluppare un nuovo sistema di gestione della raccolta dei rifiuti urbani. Nasce dall’idea e dall’energia inarrestabile di Fernando Gomes Da Silva, un detenuto del carcere di Sollicciano (Firenze), a cui presto si sono uniti Francesco Pomicino, Carlotta Carbonai, Flavio Farroni, Marco De Michele e Giovanni Tallini. L’infanzia di Fernando, trascorsa in una favela a San Paolo in Brasile, è stata la fonte d’ispirazione. «Lui è un vulcano di idee – spiega Francesco – ha manifestato fin da subito una forte sensibilità verso l’argomento. Considera il rifiuto non come qualcosa da buttare ma come materiale da riutilizzare». Insieme hanno ideato il prototipo di un cassonetto “intelligente” a cui è stato dato il nome di Riselda, in onore della mamma di Fernando. L’obiettivo è incentivare i cittadini con pochi gesti a partecipare attivamente alla raccolta differenziata e a cooperare con le aziende del settore e con le amministrazioni alla tutela dell’ambiente. Seguendo un capillare processo di ingegneria, Riselda, quindi, pesa, smista e registra i rifiuti, premiando il miglior riciclatore.
Francesco, Lei è il coordinatore del progetto e con Carlotta Carbonai siete stati i primi ad accogliere l’idea di Fernando. Come nasce Riselda?
Francesco: Abbiamo conosciuto Fernando nel carcere di Sollicciano durante le attività di laboratorio organizzate dall’associazione Zone Onlus. Subito ci ha illustrato la sua idea di costruire una macchina che aiutasse i cittadini nel conferimento dei rifiuti. Con le nostre conoscenze, mie nell’ingegneria e di Carlotta nell’architettura abbiamo definito la struttura iniziale. L’arrivo di Flavio che nel frattempo svolgeva un dottorato al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università Federico II di Napoli, e poi di Marco suo tesista, è stato determinante per implementare il processo elettronico e informatico che si cela dietro Riselda. Il designer Giovanni, invece, ha curato l’estetica per renderla una macchina bella e piacevole, non solo funzionale.
Il prototipo è stato definito “cassonetto intelligente”, ma come funziona?
Marco: È molto semplice da usare. Ogni utente riceve una smart card da inserire e tramite un display touch si seleziona il rifiuto, dopodiché Riselda stampa un’etichetta con un codice a barre da incollare sul sacchetto. Posto all’interno della macchina, ha inizio il processo di smistamento automatico. Riselda pesa e poi inserisce a seconda della tipologia il rifiuto in uno dei quattro bidoni posizionati internamente.
Qual è la sua rivoluzione?
Francesco: L’innovazione risiede soprattutto nel processo di raccolta dati che Riselda è in grado di generare e trasmettere alle aziende preposte. La tipologia e il peso del materiale differenziato assegnano all’utente dei punti, i quali potrebbero garantire uno sconto sulla tassa dei rifiuti (TARI). Riselda sostiene un sistema premiante lasciando però all’utente la possibilità di scegliere se utilizzare il nuovo cassonetto. Le informazioni vengono acquisite in tempo reale da un database presente all’interno di una delle società operanti nel settore, che a loro volta possono monitorare lo stato di funzionamento della macchina e la qualità dell’attività di conferimento dei cittadini. Le aziende quindi da un materiale pulito possono godere di un maggiore valore economico oppure snellire l’organizzazione del servizio di raccolta porta a porta.
Dal 2012 sono seguiti anni di studi e di sperimentazioni, quale riscontro avete avuto?
Flavio: È stato Importante il contributo anche economico ricevuto dalla società Alia, ex Pubbliamente, che attualmente gestisce la raccolta dei rifiuti solidi urbani a Firenze, la quale ci ha suggerito successivamente una rivisitazione di Riselda: pensarla non come macchina ad uso solo domestico ma condominiale. Da lì poi sono nate sinergie con altre realtà come la Business Angels LDV 2.0 srl che ha condiviso con noi lo know-how tecnico ed economico. Poi abbiamo ricevuto il sostegno del web attraverso un’attività di crowdfunding che abbiamo avviato in collaborazione con la piattaforma Eppela. È nostra intenzione, quindi, continuare a stabilire nuove interazioni con le aziende e la pubblica amministrazione.
Cosa succederà nel 2018?
Francesco: I progetti sono tanti. Per prima cosa la società Alia avvierà la prima sperimentazione della macchina in un condominio pilota a Calenzano non molto lontano da Firenze, mentre noi continueremo a concentrare le nostre energie sull’aspetto ingegneristico per procedere ad una maggiore industrializzazione di Riselda.