Cittadella dello Sport di Scampia: dalla malaerba fioriscono i campioni di domani

Lotti: “Attraverso lo sport passa la presenza dello Stato” Maddaloni “Nel centro anche ambulatori medici per gli indigenti”

di Francesca Marra

C’è un’area di frontiera tra Scampia e il vicino quartiere di Miano che da molti è ritenuta terra di nessuno. Questo ‘non-luogo’ coincide con la caserma abbandonata Boscariello. Un enorme complesso edilizio di proprietà dell’Esercito Italiano di circa 90 mila metri quadrati che era composto da case-alloggio per ufficiali, reparti di fanteria e depositi di materiali e mezzi di trasporto. Tutto abbandonato da più di 10 anni. 

Fino a quando, due anni fa, con la firma del protocollo d’intesa tra Comitato olimpico, ministero dell’Interno e della Difesa e agenzia del Demanio, la situazione si è definitivamente sbloccata con il progetto della Cittadella dello sport di Scampia. 

L’iniziativa vede tra i protagonisti le forze dell’ordine, che gestiranno 76 mila metri quadri per fare della struttura un presidio di legalità, e il Coni, a cui sono affidati 14 mila metri quadrati nell’ambito del progetto Sport e periferie che prevede il recupero degli immobili pubblici. 

«È questo un segnale importante da parte dello Stato, la risposta per riportare al centro le nostre periferie. È un punto di partenza che rappresenta il buon lavoro messo in atto da tutte le amministrazioni competenti». Lo scorso ottobre, con questo messaggio di fiducia per quanto previsto dal progetto, il Ministro dello Sport Luca Lotti, assieme al presidente del Coni Giovanni Malagò e al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha inaugurato l’avvio dei cantieri. Durante la cerimonia, imponenti pale meccaniche hanno cominciato l’abbattimento delle strutture vetuste. L’obiettivo è quello di completare gli impianti entro l’estate del 2019. 

All’interno del centro saranno costruite due palestre con tribune da 150 posti, una per le arti marziali e un’altra polivalente. Ci sarà una sala fitness, spogliatoi, infermeria, uffici. Nelle superfici esterne saranno istallati due campetti da calcio, aree verdi e un parcheggio. Serviranno tra i 18 e i 24 mesi per la realizzazione del primo lotto, che comprende la palestra per il judo e gli spazi interni.  

«È dal 2008 che chiedo che a Scampia si realizzi una struttura sportiva a misura di quartiere». Questo va ripetendo da anni come un mantra Gianni Maddaloni, maestro di arti marziali che dal suo centro sportivo di Scampia ha forgiato i più grandi campioni olimpici in varie discipline. Un testimonial di un modello vincente nato proprio nella periferia più degradata di Napoli. A Giorgia Meloni, ministro della gioventù nel 2008 fino all’attuale ministro dello sport del governo uscente Luca Lotti, il maestro di judo avrebbe potuto chiedere finanziamenti per la sua struttura sportiva «alcuni anni bui ho stentato a pagare anche le bollette della luce». Ma la sua unica volontà, anche verso chi è spesso passato per il suo quartiere solo per fare passerelle, è stata quella di attrezzare la Boscariello a punto di riferimento sportivo per i tanti ragazzi delle periferie. «Tra Scampia, Secondigliano e Miano ci sono circa 500 mila persone, sa quanti ragazzi intraprendono la strada peggiore? Migliaia. È importante offrire l’alternativa giusta che passa per lo sport, le arti marziali, il rispetto», ha chiarito magistralmente Maddaloni. 

«La cittadella dello sport di Scampia nata da una mia idea, ha una finalità precisa: recuperare e sottrarre i giovani alla malavita, perché anche dalla malerba (che è il significato di Scampia ndr), nascono i campioni di domani. E nella cittadella – propone – chiunque prenda in gestione gli spazi destinati allo sport, dovrà anche creare degli ambulatori per le persone disagiate. Per chi non può permettersi neppure la sanità pubblica, alla cittadella dello sport troverà accoglienza e assistenza».