Digita, l’Academy per il Industria 4.0

Nata in partnership con Deloitte il corso della Federico II forma i nuovi talenti digitali. Manfredi: « l’Università deve saper interpretare il futuro»

Una formazione di qualità con standard internazionali per sostenere lo sviluppo dei territori investendo sulle nuove generazioni, è ciò che il mondo, quello moderno o post moderno che dir si voglia, chiede a gran voce per ripartire. Ci crede ed è già ripartita la Federico II con Gaetano Manfredi, Rettore dell’Ateneo federiciano e Presidente CRUI. Ci crede il Rettore e lavora perché «Napoli torni ad essere una grande capitale della formazione internazionale». Insieme all’Academy della Apple, Cisco e tante altre realtà innovative, nel complesso universitario di San Giovanni a Teduccio a Napoli, nasce Digita, corso di alta formazione interamente gratuito, Federico II in partnership con Deloitte Digital.

Rivolta a giovani laureati, la Digital Transformation and Industry Innovation Academy è nata con l’obiettivo di fornire alle nuove generazioni di talenti le competenze necessarie per dialogare nel mondo del digitale e dell’innovazione combinando tematiche quali Innovazione Industriale e Trasformazione Digitale, temi fondanti del paradigma Industria 40.

Il percorso ha una durata di otto mesi totali ed è caratterizzata da una metodologia blended learning che prevede una integrazione tra formazione in presenza e didattica esperienziale.
Fondamentale il legame con le aziende del territorio e non, tra i partner del progetto, diverse le realtà di profilo internazionale tra le quali Tim, OpenFiber, Octo, SalesForce, SMS ed Engineering.
In un periodo (che già dura da un po’),  in cui investire sui giovani, formare e sostenere le nuove generazioni è diventato ormai trend tra i più indicizzati nelle ricerche Google, a San Giovanni si prova a mettere nella pratica mattone su mattone, nell’area che una volta ospitava l’industria della Cirio, un polo tecnologico che investa sul capitale umano dei giovani campani e non solo.

Digita quindi, innovazioni e nuove professioni. Ne parliamo con il Rettore della Federico II, Gaetano Manfredi.

Come è nata l’Academy DIGITA?
Per dare una risposta ad un cambiamento dei bisogni, abbiamo realizzato l’Academy con Deloitte che è un nostro partner globale. Per costruire professionisti del futuro che si interessano di innovazione tecnologica nelle imprese e di digital organizzation. Un grandissimo sforzo che vuole formare tecnici di altissimo livello, un corso rivolto ai laureati e a chi si sta per laureare, proprio per dare una specializzazione che viene fortemente richiesta dalle imprese. Un altro passo per costruire un’Università di grandissima qualità che sia in grado di interpretare il futuro e dare le giuste opportunità ai nostri ragazzi.

A cosa ci si riferisce quando si parla di Industria 4.0?
È un cambiamento di paradigma nella produzione e nella distribuzione di beni e servizi considerando l’ecosistema digitale. In questo nuovo mondo, il modo in cui si producono gli oggetti e in cui si vendono diventa sempre più interattivo e sempre più veloce e quindi è necessario riorganizzare in maniera sostanziale quelli che sono i processi produttivi.

Cosa è cambiato nel mondo del lavoro negli ultimi anni?
Una grande rivoluzione nel modo di produrre e utilizzare gli oggetti e il mondo intorno a noi e questa grande rivoluzione digitale sta trasformando noi stessi, la società e le cose che noi utilizziamo. In questo ambito il modo in cui si lavora, il modo con cui si organizzano le imprese il modo con cui si concepiscono e si realizzano i prodotti si sta modificando in maniera straordinaria.

Questo ha portato alla nascita anche di nuove figure professionali … in che modo l’Università può contribuire a sostenere le nuove generazioni in questo cambiamento?
Costruendo nuove professionalità e una delle professionalità più importanti, più richiesta dalle aziende e meno reperibile nel mercato del lavoro è quella degli “Esperti di riorganizzazione digitale delle imprese”, una competenza che è a metà strada tra l’ingegneria industriale, l’ingegneria dell’informazione e l’economia. Un lavoro nuovo che è importante e determinante per il nostro futuro.