Quando la bellezza fa rima con naturalezza

bellezza

di Lorenzo Crea

Qualche giorno fa scrissi un post su Facebook, ne pubblico diversi per la gioia degli amici e il dispiacere di quelli che si sentono colpiti, dove sostenevo che ogni volta che una ragazza dice che “lavora presso modella o fotomodella” uno stilista scappa da Napoli, un coreografo si suicida, e un atelier chiude. Lungi da me ridicolizzare i sogni di queste giovani donne. Ma il punto sta proprio qui. Dove inizia il sogno e dove arriva la realtà? E ancora. Chi lucra, strumentalizza, illude certe aspirazioni per meri scopi personali? É meglio parlarsi chiaro. Questa rubrica è volutamente impopolare, d’altronde lo Scorpione com’è noto è un animale assai velenoso. Io voglio dire qui quello che tutti pensano e che sussurrano ma che nessuno ha il coraggio di affermare. Perché sono tutti leoni quando si tratta di spettegolare all’orecchio, tutti bravi a scrivere post e articoli vagamente allusivi ma nessuno prende posizioni chiare. É utile sapere che farsi fare qualche scatto da uno dei duemila fotografi, spesso presunti tali, che ci sono fra Napoli e provincia non vuol dire essere una fotomodella. Se poi il fine è pubblicare quelle istantanee sui social aggiungendo magari qualche frase poetica scopiazzata per ottenere un po’ di mi piace, allora il problema è serio. Allo stesso modo fare una sfilata in qualche taverna in “culonia” non significa essere diventate Top Model. Ma nemmeno Model. Ma perché avviene tutto ciò? La verità è che siamo tutti, chi più chi meno, proiettati in una società dove l’apparire prevale sistematicamente sull’essere. Dove la bellezza diventa una condizione quasi irrinunciabile per raggiungere i propri scopi. Non la conoscenza, non il sapere, non la curiosità, non le capacità, non le passioni, ma la bellezza fine a se stessa.

Una bellezza stereotipata ad uso e consumo non della nostra autostima, il che sarebbe ovviamente comprensibile, ma dell’apprezzamento altrui. Da qui l’ossessione a piacere più che a piacersi. Da qui la rincorsa, a questo punto inevitabile, del “mi piace” su Fb o su Instagram. Più crescono quei like e più l’autostima si alimenta. Come se fossimo in una continua performance dove un kilo in più diventa vergogna, dove se non hai la tartaruga sul petto non puoi uscire di casa con quelle magliette strette a tipo busto, e se sei donna non puoi permetterti imperfezioni perché senno la società ti esclude. Una dimensione tragica, tardo nazista. La rivisitazione in chiave darwinista (se non conoscete Darwin studiate) dell’estetica del III millennio. Inutile sottolineare la responsabilità storica di tanti programmi tv che hanno esaltato questo concetto terribile di bellezza superficiale. Il punto è che su questa banca della superficialità speculano in troppi. E infatti si moltiplicano i concorsi di bellezza dai nomi mirabolanti gestiti spesso da nomi assai chiacchierati, le agenzie di moda che chiedono soldi e firma di contratti in esclusiva pur non potendo, i fotografi che diventano manager, i magliari che si improvvisano stilisti, i fashion blogger che spuntano come i parcheggiatori abusivi in orario di punta del sabato sera. Insomma una valanga di illusionisti che proliferano in quanto aumenta l’illusione. Del resto non serve evocare Keynes (se non sapete chi è manco lui tornate in classe), per dire che se non ci fosse la domanda non ci sarebbe l’offerta. In questo quadro vedo una responsabilità anche di alcune famiglie. Per esperienza diretta posso testimoniare che così come i padri accompagnano il figlio a scuola calcio e gli mettono in testa l’idea che devono per forza diventare bravi come Messi o Cristiano Ronaldo, le mamme spesso e volentieri si trasformano in assetate manager di queste ragazzine. Passando da genitore giustamente apprensivo e attento, a fomentatore di odi verso le “colleghe” che lavorano di più, ad accompagnatrici alle feste di tutti i tipi, marcando stretto gli addetti ai lavori per far guadagnare alla figlia il cosiddetto quarto d’ora di celebrità. Siamo tutti dei penosi e patetici semi Dei. Quando il vero sinonimo azzeccato e congruente del termine “bellezza” è semplicemente “naturalezza”. Accettiamoci dunque per ciò che siamo, e smettiamola di rincorrere ciò che gli altri vorrebbero che fossimo.