Linfedema, gambe gonfie e cellulite, quali soluzioni?

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Linfedema, gambe gonfie e cellulite, chi non ha mai sofferto di queste patologie? Oggi abbiamo a disposizione un equipe in grado di intervenire e coordinata dal prof. Lanfranco Scaramuzzino, medico flebologo che effettua una prima valutazione sia clinica che strumentale con ecolordoppler.

Tuttavia per il risultato finale è fondamentale l’impegno sinergico di tutti i professionisti di settore. Ortopedici nel caso in cui i disturbi circolatori siano associati a tendinite, sciatalgia, pubalgia. Fisioterapisti per la riabilitazione dei pazienti anziani e per la cura dei lipoedema e sopratutto Biologi – nutrizionisti nel caso in cui il paziente sia in sovrappeso.

Prof. Scaramuzzino come si interviene in questi casi?

Sono tante le novità tecnologiche che permettono di restituire alle pazienti una condizione di benessere.

Il Laser, uno strumento poco invasivo per la cura delle vene varicose e dei capillari; la scleroterapia  effettuata  con visori a luce polarizzata; lampade led per la profondità; aghi super sottili o il metodo del raffreddamento delle gambe. L’ultima frontiera è rappresentata dai polinucleotidi,  dalle piastrine attivate da associazioni di minerali e vitamine che portano a una vera rivitalizzazione dei tessuti.

Insomma  davvero tante novità ma è sempre necessario  curarsi senza attendere la comparsa di complicazioni che rendono poi più difficile il ritorno alla normalità e al benessere.

Controllarsi annualmente è il segreto per mantenere la bellezza e il benessere delle gambe e considerando che l’inverno è il periodo migliore per curarsi non perdiamo tempo.

Dott.ssa Carotenuto, quale dieta associare alla terapia?

Non esiste una dieta linfatica o anticellulite. Sicuramente ipocalorica, se presente sovrappeso. È di certo fondamentale aumentare il contenuto di fibre: legumi, frutta fresca, cereali integrali, frutti di bosco. Bere due litri di acqua al giorno e ridurre drasticamente il sale.

In alcuni casi è consigliabile l’utilizzo di integratori flebotonici, drenanti e basificanti (citrati e bicarboidrati di Mg e K per rendere il ph più alcalino) e in particolari condizioni si ricorre anche alla dieta chetogena normoproteica. Gli antiossidanti sono degli ottimi alleati per queste patologie perché sono sostanze in grado di “disattivare” o limitare i danni dei radicali liberi. Sono presenti in tanti alimenti come: i polifenoli presenti nell’olio d’oliva; i bioflavonoidi, sostanze colorate che appaiono nei frutti insieme alla vitamina C;  gli antociani del mirtillo e delle verdure blu-viola-rossi (arance rosse, uva); la Vitamina C e la Vitamina E (Tocoferolo) presente nei semi (Olio germe di grano, di nocciola, di semi di girasole, di mandorle).

Tuttavia per un risultato efficace occorre assumere anche degli integratori alimentari in grado di fornire elevate quantità di antiossidanti. Io preferisco consigliare drenanti liquidi che oltre ad avere un potere antiox riescono a migliorare la palatabilità dell’acqua incrementando l’assunzione della stessa.