Palazzo Reale, la dimora di un Re mai giunto a Napoli

palazzo reale

di Francesco Ciniglio

Il Palazzo Reale di Napoli oggi è uno dei simboli incontrastati della città partenopea, eppure la costruzione di questo imponente edificio ricco di preziosi oggetti e capolavori del passato, che da oltre quattro secoli domina la famosa Piazza del Plebiscito, può definirsi casuale. Difatti, l’edificio, realizzato nel 1600 da Domenico Fontana, fu fortemente voluto dall’allora vicerè Fernando Ruiz de Castro per ospitare il Re Filippo III di Spagna atteso in visita ufficiale nella città partenopea, all’epoca capitale del viceregno. Visita di lì a poco annullata dal reale spagnolo.

Da allora, però, il Palazzo Reale è divenuto il fulcro del potere monarchico partenopeo e quando nel 1734 con Carlo III di Borbone la città di Napoli divenne capitale di un regno autonomo, l’edificio fu ampliato verso il mare con nuovi appartamenti e cortili.

Le ultime trasformazioni ebbero luogo dopo l’incendio del 1837, che danneggiò parte dell’edificio. Fu Ferdinando II di Borbone a commissionare a Luigi Vanvitelli e Gaetano Genovese il restauro ed il rimodernamento dell’intera struttura. A quest’ultimo spettò il compito di ristrutturare l’imponente Scalone d’onore marmoreo, collocato all’ingresso della Reggia. Genovese lo arricchì con la famosa Ala delle feste, oggi sede della Biblioteca Nazionale che conserva oggi una raccolta di un milione e mezzo di volumi.

Oltre alle sue bellezze storico – artistiche il Palazzo Reale è noto anche per diverse storie di fantasmi. Secondo una leggenda, passando di notte per le strade adiacenti il palazzo, si possono ancora intravedere dalle finestre le luci delle feste sontuose che la regina Maria Carolina di Borbone, sposa di Ferdinando II, amava organizzare nel palazzo.

Altri, invece, giurano di aver udito le grida del principe Carlo di Borbone, fratello di Ferdinando II, che vagherebbe tra le stanze dell’antico palazzo per la disperazione di aver perso tutti i suoi averi dopo esser scappato via con una turista irlandese, contro la volontà del fratello – re, chiedendo, così, giustizia per tutto ciò che perse per amore.

Noi non sappiamo se queste storie siano vere, quello che è certo è che il fascino senza tempo di Palazzo Reale non smette mai di ammaliare.