Irene Grasso, la Cenerentola di Casa Surace

Dalle interpretazioni in Dignità autonome di Prostituzione di Melchionna ai video virali sul web. L’attrice casertana si racconta tra esperienze passate e sogni nel cassetto.

irene surace

È una sofisticata ritrattista che vende la sua prestazione per qualche “dollarino” in Dignità Autonome di Prostituzione o una Cenerentola uscita dalle favole con la passione per il ragù nei video di Casa Surace. Irene Grasso è una attrice che ama sperimentare e misurarsi con ruoli sempre diversi. Dalle tragedie come l’Antigone di Sofocle, che le ricordano la sua formazione classica, fino a spettacoli itineranti di successo come Do Not Disturb, passando per il cinema con Veleno e sul piccolo schermo con la fiction Sirene.

Casertana di origine, ha avuto una educazione teatrale tra le mura domestiche: il padre regista amatoriale le ha trasferito l’amore per William Shakespeare, Harold Pinter ed Eduardo De Filippo. Poi un giorno arriva la scelta dopo un periodo di confusione. Rinunciare alla possibilità di diventare avvocato per inseguire una passione, un hobby che aveva da bambina. E che diventa in breve tempo un lavoro.

 

Cosa ha provato la prima volta sul palco?

Ero piccola avevo undici anni, ma porto dentro di me ancora quelle sensazioni. In quegli anni combattevo contro la mia timidezza e il teatro mi faceva sentire libera. Salire sul palcoscenico è stata una sfida contro me stessa.

 

Oggi invece questo senso di libertà in cosa si è trasformato?

Le sensazioni e le emozioni con il tempo cambiano, si trasformano. Quando reciti in grandi teatri come il Bellini di Napoli o La Pergola di Firenze, la libertà che provavo da bambina si trasforma in consapevolezza, in consenso del pubblico. Capisci che sei nel posto giusto al momento giusto, comprendi il senso di responsabilità che hai nei confronti dello spettatore.

 

Un sogno ricorrente degli attori è quello di dimenticare il copione

Il mio incubo peggiore! Prima di andare in scena convivono dentro di me tante di quelle emozioni che sono difficili da riuscire a gestire. Da una parte c’è l’adrenalina di andare in scena, dall’altra l’ansia di esprimersi al meglio, di far vivere il tuo personaggio in scena. Una vera e propria “schizofrenia artistica”.

 

A teatro nello spettacolo Dignità Autonome di Prostituzione di Luciano Melchionna veste i panni di una sofisticata Ritrattista, come ricorda questa esperienza?

Dignità Autonome di Prostituzione è un format geniale, una giostra in continuo movimento, dove la distanza fisica tra attore e spettatore si annulla.

Non hai il tempo di concentrarti, di pensare, di riflettere, non interpreti un personaggio. Diventi quel personaggio.

 

In Do not Disturb il format teatrale ideato da Mario Gelardi e Claudio Finelli, ancora una volta il rapporto diretto con il pubblico diventa protagonista

In questo spettacolo itinerante ci troviamo all’interno delle camere di un albergo, il Grand Hotel Parker’s di Napoli. La formula è sempre la stessa. Venti spettatori, come intrusi, ogni sera penetrano nell’intimità di tre coppie, ascoltando le loro storie. A differenza di Dignità Autonome di Prostituzione in cui il pubblico è attivo e partecipa alla messa in scena, in Do not Disturb lo spettatore è uno spione che sbircia attraverso la serratura della porta per vedere quello che sta accadendo.

 

Ha recitato in alcuni video di successo sul web come Le favole della Disney Le Ragazze – 30 vs 20 anni. Qual è il segreto del successo di Casa Surace?

Semplice, risiede nella genuinità, nella spontaneità. Sono esattamente come il pubblico li vede, divertenti e ironici allo stesso tempo. L’idea vincente è stata quella di trovare un filo conduttore, una chiave interessante. Al centro dei loro video c’è il rapporto con il Sud, un Sud “mammone” fatto di mangiate in famiglia la domenica, di legame con il territorio e di amicizia.

Non è semplice riuscire a tenere stretto lo spettatore del web, è un pubblico spietato, senza filtri.

 

Cinema Teatro, televisione o Web?

Il teatro mi sta dando grandi soddisfazioni, se penso a tutto il lavoro fatto con il Teatro Sanità, o nell’ambito del web i video con Casa Surace! Se dovessi però scegliere il “luogo” in cui esprimermi in questo momento direi il piccolo schermo. Sono una appassionata di serie televisive come Il Trono di Spade, Stranger Things e mi piacerebbe che in Italia si desse più spazio a questa forma d’arte. Sarebbe il mio sogno approfondire il personaggio e seguirlo nelle sue evoluzioni.