Da Brescia una condanna alla movida senza regole

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A cura dell’Avv. Antonella Esposito Gagliardi

Quella della movida napoletana è ormai una querelle senza fine.

Fino ad oggi solo i cittadini che risiedono nei quartieri ‘occupati’ dalla movida hanno pagato in termini di mancata tranquillità, mancata sicurezza, mancate ore di sonno, maggior degrado delle strade. È più che probabile che tra un po’ sia a pagare anche il Comune.

Il Tribunale di Brescia, primo in Italia ad emettere una pronuncia di questo tipo, nel settembre scorso ha condannato il Comune a risarcire due residenti per danno biologico e patrimoniale a causa del rumore e degli schiamazzi provocati dagli avventori che stazionano su luogo pubblico nei pressi dei locali.

Cioè in questo giudizio i danneggiati hanno chiesto al Comune di provvedere alla cessazione immediata delle immissioni sonore o di predisporre le necessarie misure per condurre alla normale tollerabilità le immissioni medesime oltre il risarcimento del danno.

Questa causa è approdata al Giudice ordinario dopo che i cittadini avevano presentato istanza al Comune,  affinché prendesse i provvedimenti opportuni per contenere nei limiti della tollerabilità le fonti di disturbo. Non avendo avuto risposta, erano ricorsi al TAR Lombardia per la declaratoria di illegittimità del silenzio mantenuto  sulle istanze presentate dai cittadini del quartiere interessato dalla movida e per la declaratoria dell’obbligo di adottare il provvedimento conclusivo del procedimento atto a rimuovere l’inquinamento acustico. Il Tar gli ha dato ragione intimando il Comune ad adottare provvedimenti atti a garantire la quiete pubblica.

Poi è accaduto che nonostante il provvedimento emesso dal TAR il danno proveniente dai rumori non è terminato, per cui i cittadini danneggiati hanno proceduto dinanzi al Tribunale ordinario.

Qui, senza raccontare dei particolari tecnici della sentenza, ciò che interessa è il principio generale della ‘illiceità delle propagazioni di rumore’ che costituiscono un fatto illecito quando superano la normale tollerabilità cui consegue la punibilità dell’Ente proprietario della strada che non si adopera al rispetto delle regole e  quindi la risarcibilità del detto danno.

Si comprende bene che, tenuto conto del fermento ‘antimovida’ presente in città anche a causa della scarsa attenzione della amministrazione ad imporre il rispetto di regole di comune e civile convivenza che contemperino gli interessi di tutti i cittadini,  si apre una frattura ulteriore all’interno della comunità con maggiori e nuove tensioni che non aiutano la quiete e la vivibilità e che generano gravi perdite economiche causate sia dalle mancate entrate per occupazione di suolo pubblico senza le relative autorizzazioni sia dall’ulteriore esborso per i danni subiti dai cittadini dei quartieri ospitanti la movida napoletana.