L’angolo dei libri

Titolo: La vita dura 10 minuti. Autobiografia di un manager
Autore: Maurizio Maresca
Editore: Rogiosi
Collana: I preziosi
Data di pubblicazione: ottobre 2017
Pagine: 432

Il tempo vale più del denaro, saperlo gestire significa non lasciarsi perdere delle occasioni, viverlo nella sua profondità. È la filosofia dell’imprenditore Maurizio Maresca, che per la terza volta lascia i panni di ingegnere meccanico per vestire quelli dello scrittore con il libro La vita dura dieci minuti. Autobiografia di un manager. Un mosaico di aneddoti e “fattarielli”, di storie di vita quotidiana e barzellette, che uniti formano l’immagine di un professionista dedito al lavoro, pronto al sacrificio, ma soprattutto innamorato del suo lavoro.

Un libro ricco di esperienze lavorative sullo sfondo di vicende nazionali ed internazionali: dalla nascita del mercato globale alla caduta del Muro di Berlino, dall’attentato alle Torri Gemelle alle prime privatizzazioni, passando per le principali opere degli ultimi decenni a Napoli, la Tangenziale ed il Centro Direzionale.

L’autore, nato a Positano nel 1946 da madre americana e padre sorrentino, ha una lunga storia di successi. Una laurea in Ingegneria Meccanica al Politecnico di Napoli, dopo alcune esperienze come ingegnere tecnico nel 1978 entra alla SME finanziaria, dove si occupa di pianificazione, controllo, auditing e finanza. Nel 1994, in seguito al suo smembramento, lascia la SME ed inizia a lavorare come direttore generale in diverse realtà, dal settore della chimica, dalla logistica alla gioielleria, approdando nel 1999 all’azienda sartoriale campana Kiton, di cui è consulente dal 2010.

«Ci sono tanti eventi che hanno influenzato la mia vita – spiega lo scrittore Maresca – ma questo libro non vuole essere solo una autobiografia, ma un piccolo contributo per i più giovani».

La vita dura dieci minuti raccoglie, infatti,  un insieme di consigli per manager disorientati che hanno bisogno di trovare la propria strada. «Il tempo vale più del denaro, non sono d’accordo con Benjamin Franklin che diceva l’esatto contrario. Su questo principio ho fondato il mio intero percorso, perché la vita non si misura in minuti ma in momenti».

Recensito da Francesca Saccenti

Titolo:


Editore: Homo Scrivens
Collana: Direzioni immaginarie
Data di pubblicazione: 2014
Pagine: 176

«La vita è un viaggio meraviglioso», anche quando a soli 26 anni per un beffardo scherzo del destino ti ritrovi su Kemioland a lottare contro un mostruoso ‘limone di Sorrento’ che vorrebbe mettere fine ai tuoi sogni per sempre. È questo il mantra di Maura Messina, designer per vocazione, scrittice per ‘necessità’ con Diario di una Kemionauta.

Maura ha soli 26 anni, una laurea con 110 e lode e tanti sogni nel cassette, da realizzare quando scopre di essere l’ennesima vittima della Terra dei Fuochi, ma invece di cadere nello sconforto più totale decide di armarsi di inchiostro, fantasia e autoironia e salpare alla volta di Kemioland, un pianeta lontano e sconosciuto da dove potrebbe non far più ritorno.

«La malattia mi ha insegnato a guardare la vita con altri occhi, a ridere delle sue tragedie e assaporarne ogni istante senza mai dare nulla per scontato. Quando i medici mi hanno vietato i colori ad olio mi sono sentita ancora più alienata, persa, confusa, smarrita fuori rotta verso un pianeta a me sconosciuto. Ho iniziato a scrivere per capire quello che mi stava succedendo, per avere una mappa con la quale orientarmi tenendo traccia dei cambiamenti del mio corpo, i progressi che facevo ogni giorno, le speranze che mi animavano»

Diario di una Kemionauta è un inno alla vita, un libro pregno di speranza, allegria e voglia di vivere che ci insegna a non perdere mai il sorriso anche di fronte alle tragedie dell’esistenza. Perché come scrive Maura «la vita è bella perchè è troppa». Una frase che a primo impatto può suonare come un paradosso, eppure, scorrendo le pagine del libro si rivela in tutta la sua coerenza, perché Maura ha vissuto questa avventura come un’astronauta in viaggio verso un paese lontano e sconosciuto, spedita in orbita dalle sue stesse radici:

«Da un lato c’è la storia di una terra, tormentata da un inquinamento sotterraneo, che sta condannando gli abitanti alla morte. Dall’altro ci sono i suoi abitanti: i bambini che sono morti di cancro e delle loro coraggiose madri, che incessantemente protestano contro questo massacre, gli adolescenti che hanno perso i loro genitori e rivendicano un futuro migliore».

Un’astronauta che armata di creatività, ironia e leggerezza è riuscita ad accendere i riflettori su una terra che da anni reclama giustizia.

Recensito da Francesco Ciniglio