Quando il sessismo, anche verbale, diventa una questione culturale

di Lorenzo Crea

Quanti produttori, registi, manager ci sono in Italia che usano il proprio potere per ottenere ‘favori’ sessuali? Tanti, troppi. E quante ragazze, quante donne finiscono per cedere? Non poche purtroppo. In questi giorni leggo tante cose riguardo questo argomento. Tutto è partito dallo scandalo che, qualche mese fa negli USA, ha travolto uno degli uomini più influenti del cinema mondiale Harvey Weinstein. Ma più che la superficialità con la quale tanti ‘uomini’ si esprimono mi preoccupa la violenza con la quale tante donne condannano senza appello altre donne. 
“Poteva rifiutarsi!”, “Doveva evitare!”, “Lo ha voluto lei”, “Le è convenuto!”. Intendiamoci. So bene anche io che ci sono diverse ragazze che non sono ‘sante’, e che anzi sono abbastanza disinvolte. Non le giudico, sono affari loro. Ciascuno è libero di fare del proprio corpo ciò che vuole. 
Il tema è un altro. È l’abuso che mi fa schifo. Detesto parlare di me però ecco, se mi consentite, io non ho mai (e sfido chiunque a dimostrare contrario) utilizzato quel poco di potere che ho, per fare della mercanzia. 
Ho aiutato e sostenuto tantissime ragazze e a nessuna ho chiesto alcunché in cambio. 
E di questi valori e di questi principi ben saldi devo ringraziare sempre la mia famiglia. 
Se con qualcuna di loro è nato qualcosa di bello questo non è avvenuto come ‘scambio’. 
Ci sono ragazze che hanno subito violenza. Molte che sono state ridotte in anoressia o che sono state molestate dai loro agenti (su certe agenzie bisognerebbe aprire prima o poi un discorso molto serio…), ma c’è un silenzio inquietante su questo. 
La paura di denunciare è figlia di due aspetti. Il primo è culturale: una donna che ci sta è una ‘puttana’ mentre l’uomo che ci prova (abusando della sua funzione) è un ‘figo’. A prescindere. 
Il secondo è sociale: le donne che subiscono violenza sono sole. C’è sempre un retropensiero che le condanna a priori.  
Il risultato è il silenzio. E questo silenzio consente a tanti ‘uomini’ di fare il cavolo che gli pare. Impuniti. 
La verità di fondo è che la nostra resta una società profondamente maschilista dove le donne fanno ancora fatica (sebbene le cose stiano lentamente cambiando) a raggiungere posti di potere. 
E anche quando ci riescono (vedi il caso della Presidente della Camera Boldrini) vengono mitragliate non da critiche (che sarebbero legittime e in molti casi anche meritate) ma insulti vergognosi e sessisti che sono francamente insopportabili. 
Tornando al discorso principale, capita spesso sentire frasi del tipo: “poteva non starci”. 
Poteva non provarci, rispondo io. 
Gli uomini che hanno bisogno di utilizzare il potere che hanno per conquistare una donna sono fondamentalmente degli insicuri. Senza quel potere non andrebbero da nessuna parte. 
Domani mattina potrei perdere tutto. 
Non sempre il successo dura. Basta poco per perdere terreno.  
Ma non smetterò mai di credere alla magia di uno sguardo che si incrocia, di un bacio rubato, di una mano che si sfiora, di una chiacchierata davanti a un buon bicchiere di vino. 
Le conquiste più belle sono quelle che non ti aspetti di fare. 
Riscopriamo, tutti insieme, il meraviglioso gusto della Dignità.