La cascata di legno di Tadashi Kawamata

tadashi Kawabata

 

a cura di Giulia Savignano

Prendi un chiostro del ‘500 collocato nel cuore antico di una città storica come Napoli, aggiungi un artista di fama internazionale specializzato nella realizzazione di opere in situ. Unisci questi due ingredienti con il lavoro di una fondazione da anni impegnata nella valorizzazione artistica e culturale del territorio e con la collaborazione degli abitanti del quartiere. Il risultato di questo mix interessante è l’installazione site-specific “The Shower”, inaugurata dall’artista giapponese Tadashi Kawamata nel chiostro di Santa Caterina a Formiello, a pochi metri da Porta Capuana, in mostra fino al 5 agosto 2017.

Tutto è cominciato con un invito di Made in Cloister, la fondazione che nel maggio 2016 ha inaugurato un articolato progetto di rinascita e rigenerazione dell’area di Porta Capuana. Un lavoro di quattro anni in cui i promotori Davide de Blasio, Rosa Alba Impronta e Antonio Martiniello si sono impegnati per recuperare il chiostro per restituirgli l’antica vocazione del “fare” e per ospitare espressioni della creatività artistica internazionale e della tradizione internazionale napoletana.

Tadashi Kawamata ha accolto con entusiasmo l’invito e ha cominciato a visitare la città già nel settembre dello scorso anno, esplorandola con l’occhio del ricercatore e dello studioso. Un’indagine accurata che lo ha portato a definire i dettagli del suo “intervento”. E non a caso si utilizza questa parola. I lavori dell’artista giapponese, infatti, sono delle vere e proprie opere che intervengono nel territorio in cui sono realizzate, modificandone così temporaneamente lo scenario. Mai concepite per essere inamovibili si qualificano come una traccia del nomade che crea strutture arcaiche abitabili con elementi naturali recuperati tra gli scarti del luogo.

Le sue installazioni si inseriscono nell’ambito di un nuovo modo di intendere l’arte, permettendole di essere fruita anche dal suo interno. La loro caratteristica, infatti, è quella di essere realizzate con la partecipazione attiva della gente del luogo.

È stato anche il caso di “The Shower” a Napoli, dove 4000 cassette del mercato ortofrutticolo sono state trasformate in un’opera d’arte con il prezioso intervento degli artigiani e dei ragazzi del quartiere, attraverso l’associazione Officine Gomitoli. Una vera e propria opera collettiva, in cui i materiali utilizzati sono stati scelti come espressione dell’economia locale. Un’opera esperienziale che dialoga con il luogo senza sopraffarlo, e accoglie il visitatore in un gioco di forme, luci e ombre di cui divenire parte integrante.

tad3«Visitare i luoghi, conoscerne gli abitanti, le loro abitudini e la loro economia è il primo passo dei miei progetti». Le parole di Kawamata sposano in pieno la missione del programma di Made in Cloister. «L’entusiasmo con cui Tadashi ha accettato di realizzare questo suo intervento nell’area di Porta Capuana – dice Davide de Blasio, responsabile del programma artistico di Made in Cloister – è per noi un segno importante che rafforza la nostra convinzione che l’arte e la creatività possono dare una forte spinta al processo di rigenerazione e sviluppo sostenibile per le aree urbane segnate dal degrado».

Con “The Shower”, l’artista ha voluto ricreare la sensazione che ha avuto quando è entrato per la prima volta nel Chiostro ed è stato investito da una cascata di luce che sembrava provenire dalla cupola della chiesa. I gesti e i materiali di Kawamata, dati i contesti in cui avvengono, sono sempre scelti con accortezza. L’artista è noto per i suoi interventi in situ, assemblati con assi di legno, sedie e botti, oltre ad altro materiale rigorosamente riciclabile. Che si tratti di fragili costruzioni babilonesi, capanne sull’albero o installazioni sul tetto, o che siano allungati in una serpentina, le sue opere offrono, a chi le esperisce, ci si arrampica o ci sale in piedi, un altro punto di vista sul luogo in cui sono situate.

Le sue opere sono state esposte in tutto il mondo, in istituzioni come il Daegu Art Museum in Corea del sud, il Centre Pompidou di Parigi, la HKW a Berlino, la Art Tower Mito a Mito (Giappone), la Serpentine Gallery a Londra, la Art Pace Foundation for Contemporary Art a San Antonio e il MACBA a Barcellona.