Dimmi ‘cosa’ vendi … e ti dirò ‘come’ farlo (parola di Google!)

a cura di Gaetano Trapanese

Il grande dilemma di chi si avvicina per la prima volta al mondo della pubblicità sul web è quello di capire quale sia lo strumento più adatto alle proprie esigenze.
Ogni volta che mi viene posta questa domanda rispondo sempre con un altro quesito: l’acquisto del prodotto/servizio che offri lo immagini di tipo impulsivo o ragionato?
Facciamo due esempi: il signor Gennaro vende ciondoli d’argento con tutte le lettere dell’alfabeto (quelle che si regalano le giovani coppie di innamorati per intenderci), il signor Pasquale, invece, gestisce una piccola autorimessa accanto alla nuovissima stazione dell’Alta Velocità di Afragola.
Sia Gennaro che Pasquale desiderano promuoversi sul web ed entrambi hanno sentito parlare di Google AdWords, la piattaforma pubblicitaria del più importante e diffuso motore di ricerca.
Vediamo allora come Google può aiutarli. I ciondoli di Gennaro hanno un target di età ben definito e Gennaro sa che per massimizzare le vendite deve mostrare i suoi ciondoli al maggior numero di giovani possibile perché è certo che, una volta visualizzato il prodotto dal target giusto, scatta una sorta di impulso all’acquisto. Gli viene in soccorso la campagna “Display” di Google AdWords.
Vi siete mai chiesti chi gestisce i banner pubblicitari di cui sono disseminati i siti web? La maggior parte è gestita da Google: attraverso le campagne di tipo “Display” è possibile mostrare banner pubblicitari alle persone potenzialmente più interessate ai nostri prodotti. In questo modo è possibile far visualizzare i banner ad un target di utenti e/o su un target di siti web.
Il target di utenti è selezionabile tramite requisiti anagrafici (fascia d’età), di sesso (uomini o donne) e stato parentale (genitore o non genitore), mentre il target di siti web è selezionabile attraverso gli argomenti di cui tratta il sito, le parole chiave contenute nello stesso o, direttamente, attraverso il nome del sito.
Ecco allora che Gennaro scegli di vendere i suoi ciondoli pubblicizzandoli con banner visualizzati su siti web che parlano di scuola e di Università e mostrandoli a uomini e donne al di sotto dei 24 anni che non siano genitori.
Pasquale, invece, vorrebbe mostrare – una volta che sarà inaugurata la stazione di Afragola – i propri annunci a persone che hanno già acquistato il biglietto del treno e che stanno cercando parcheggio. A poco servirebbe disseminare il web di banner pubblicitari della sua autorimessa, come ha fatto Gennaro: oggi chi cerca qualcosa lo fa digitando su Google quello di cui ha bisogno. Ecco che Google AdWords gli viene incontro e gli consente di mostrare, attraverso una campagna AdWords di tipo “Search” (ovvero “ricerca”), gli annunci della sua autorimessa a tutti coloro che cercano qualcosa che ha a che fare con “parcheggio stazione Afragola”.
La differenza sostanziale tra Gennaro e Pasquale è che il primo intercetta con i suoi banner una domanda “latente”, ovvero quelle persone che sono sul web per fare tutt’altro ma che, visualizzando il banner, potrebbero mostrare interesse per i ciondoli e acquistarli (la stessa dinamica avviene, ad esempio, per i post sponsorizzati su Facebook), il secondo intercetta con i suoi annunci una domanda “consapevole”, ovvero tutte quelle persone che sono sul web espressamente per cercare i prodotti/servizi che lui offre (il parcheggio ad Afragola).
Volere è potere quindi! Chiarire gli obiettivi è il primo passo per selezionare lo strumento pubblicitario più adatto.