Al Ravello Festival va in scena l’arte

a cura di Annalisa Perla

Musica classica, danza, jazz, un cartellone ricco di appuntamenti per la 65esima edizione della kermesse

Sperimentazione, jazz, danza, tradizione nel nome di Wagner: benvenuti al Ravello Festival. Siamo alla 65esima edizione della prestigiosa kermesse e quest’anno si è voluto innovare con nuovi linguaggi e un cartellone di qualità che mette insieme passato e futuro.
A curare la direzione artistica della sezione musicale Alessio Vlad che, per l’inaugurazione il primo luglio, ha scelto di partire con un concerto tutto wagneriano, a salire sul belvedere di Villa Rufolo sarà infatti l’Hungarian Radio Symphony Orchestra, diretta dalla bacchetta di Adam Fisher.
Punta di diamante del cartellone è il leggendario maestro di New York Philip Glass che festeggia i suoi ottanta anni, in un concerto per tre pianoforti in compagnia di Dennis Russell Davies e Maki Namekawa. Tra gli appuntamenti di rilievo quello con uno dei più importanti direttori presenti oggi sulla scena mondiale, per la sua capacità di giocare anche con i nuovi strumenti digitali, il finlandese Esa Pekka Salonen, con la Philharmonia Orchestra.
Il 30 agosto si esibirà, con la sua MusicAeterna, un altro straordinario talento, greco di nascita e russo di formazione: Teodor Currentzis.  Arriva da Mosca anche Ilarion Alfeev, uomo chiave del dialogo interreligioso della chiesa russa e compositore di musica sacra, a Ravello dirigerà l’Orchestra Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi” il 30 luglio. Ma l’Orchestra si esibirà anche l’11 agosto, nel tradizionale “Concerto all’alba”, ovvero alle 4.45 del mattino, quest’anno affidato al direttore Oleg Caetani. Da segnalare poi il ritorno a Ravello di Martha Argerich, la pasionaria del piano, con la Franz Liszt Chamber Orchestra diretta da Gábor Takács-Nagy.
Ma questanno c’è anche un’incursione pop speciale, il 4 agosto, Antonello Venditti si esibirà in un concerto unplugged.

A Ravello ci sarà anche la danza a farla da padrona. Bread & Roses, il titolo ispirato al film di Ken Loach, del balletto che andrà in scena il 29 luglio, de Les Italiens de l’Opéra de Paris, una compagnia appena nata sotto la guida di Alessio Carbone, che porterà a Ravello un progetto in coproduzione con il museo dell’immigrazione di Parigi. Il cartellone tersicoreo di quest’anno, curato da Laura Valente, sceglie infatti di attraversare i muri, contro le barriere della diversità, del razzismo e delle differenze. Muri come quelli che simbolicamente saranno abbattuti il 2 luglio sulla musica leggendaria dei Pink Floyd dalle stelle dell’American Ballet con una coreografia di Karole Armitage, impreziosita dalla partecipazione straordinaria in live painting dell’artista Francesco Clemente e la voce recitante di sua moglie, Alba, in una creazione prodotta appositamente per il Ravello Festival.
Al tema della fuga e dell’accoglienza è anche dedicata l’esposizione dello stesso Clemente che porta a Ravello le sue tende asiatiche, con ricami d’oro realizzati a mano da artigiani indiani, simbolo di migrazioni.
L’11 luglio si esibirà Marie Chouinard, nome simbolo della danza canadese, che porterà in scena una rivisitazione di uno dei suoi capolavori: Le sacre du printemps.
Per la prima volta a Ravello arriva anche il gigante della danza israeliana: Ohad Naharin, coreografo cresciuto in un kibbutz della Galilea a fianco del suo gemello, affetto da autismo per il quale ha ‘inventato’ un vero e proprio linguaggio del corpo, il metodo Gaga.

Ma c’è spazio anche per la formazione, si replica il progetto “Abballamm’!” che prevede laboratori  condotti da coreografi ospitati al festival, in partnership con l’Accademia di Danza e Sareyyet Ramallah/Palestine International Award for Excellence and Creativity.

Non meno ricco il programma jazz, curato da Maria Pia De Vito.  Special guest la leggenda Wayne Shorter, con l’ormai consolidata formazione: Danilo Perez, John Patitucci e Brian Blade. In cartellone anche le trombe di Enrico Rava e del polacco Tomasz Stanko, tra i grandi padri del jazz europeo. Poi due nomi femminili: la vocalist afroamericana Dianne Rives e l’italiana Roberta Gambarini, “l’erede di Ella Fitzgerald”, secondo la definizione che ne ha dato il Boston Globe. A Ravello si esibirà con il Salerno Jazz Collective un’esperienza del tutto nuova, creata appositamente per il Festival.