Il bar è speakeasy con l’Antiquario

a cura di Rosaria La Rocca

Nella città dove il piacere della buona tavola regna sovrano sbarca a Napoli un nuovo concept per la movida napoletana: l’Antiquario, il primo cocktail bar in perfetto stile speakeasy ideato dall’imprenditore Francesco Cappuccio e dal bartender Alexander Frezza.
Aprono i battenti nel 2015, scegliendo i locali del prestigioso negozio di antiquariato Leone a Via Vannella Gaetani, che si fa strada tra il lungomare e i famosi baretti di Via Chiaia. Ed è subito un successo. L’atmosfera anni ’30 e la qualità dei cocktail fanno percepire subito che non si tratta di un locale come altri.

All’Antiquario, infatti, il mistero che avvolgeva gli speakeasy durante gli anni del proibizionismo, quando questi erano locali clandestini e segreti, si percepisce subito dall’esterno. Nessuna insegna, ma solo un portone, uno spioncino e una piccola vetrina in cui sono esposte bottiglie un po’ vintage. Suoniamo il campanello e ad aprire arriva un cameriere in giacca e cravatta che dopo aver scostato una grossa tenda di velluto ci introduce gentilmente nel locale dove ad accoglierci c’è uno dei soci Francesco Cappuccio. L’elegante interno ha un’atmosfera calda e soft creata da luci soffuse, parati floreali, divanetti in velluto rosso e una sofisticata bottiglieria.
Le musiche degli anni ’30, inoltre restituiscono «la sensazione di varcare la soglia di un salotto appartenete ad un’epoca lontana, quasi a rivivere le ambientazione di Midnight in Paris di Woody Allen» commenta Francesco.
«L’obiettivo era quello di creare un locale da vivere all’interno in cui l’atmosfera raccolta e rilassata, insieme al bere di qualità avrebbero fatto la differenza per gli avventori che ricercano posti in cui poter trascorrere una serata tranquilla, un po’ lontana dal caos della vita notturna di sempre».
All’Antiquario c’è molto del fascino degli speakyeasy di un tempo ma ad esser “proibiti” stavolta sono birra e vino, a farla da padrone sono bollicine e cocktail mentre l’acqua è buona prassi offrirla sempre.
La drink list si differenza per un’ampia selezione «ci sono i “classici” che hanno gettato le basi della miscelazione, i “contemporanei” che hanno segnato le ultime tre generazioni e i “moderni” ossia i drink più visionari che hanno saputo regalare un nuovo modo di bere».
Tra i cocktail diventati dei must ci sono: il Penicillin (whisky, miele, zenzero, succo di limone), il classico Manhattan, il Franch 75 (gin, succo di limone, zucchero, champagne) e un altro molto richiesto, soprattutto da un pubblico femminile è il Pink Chihuahua (tequila, succo di limone, granatina, latte di mandorla, albume).

Il menù è, però, affiancato dall’esperienza dei bartender che sono pronti a destreggiarsi tra suggerimenti o addirittura a cimentarsi in creazioni personalizzate al fine di incontrare le esigenze dei più indecisi o di chi semplicemente vuole aprirsi alla scoperta di nuovi sapori.
In alcune sere, spesso di mercoledì, musica live e cocktail dai gusti un po’ retrò diventano il mix perfetto per ritrovarsi nella Parigi, Cuba o Manhattan dei tempi del proibizionismo. Mentre al pianoforte si suonano ritmi swing, francesi o caraibici degli anni ’30, al bancone è possibile bere alcuni cocktail del tempo che l’Antiquario ripropone con il suo stile.

Si tratta di un locale giovane, ma che in poco tempo è entrato a far parte di un circuito internazionale di cocktail bar «arrivano bartender noti nel mondo della miscelazione italiana e non, ma il successo è dato dalla professionalità e passione dello staff. Ogni sera dietro al bancone primeggia il “trio delle meraviglie”, guidati dal socio e bar manager Alex Frezza, Vincenzo Enrico molto quotato nel mondo della miscelazione che ha maturato una forte esperienza nel settore al Milk and Honey di New York, e il giovane, solo per l’età, Maurizio Zanni».

Dagli anni ’30 ad oggi, non ci si ferma mai. Ci sono già alcuni nuovi progetti in cantiere, si sogna di offrire ai napoletani un luogo dove food e beverage si possano incontrare in un’unica offerta di qualità, ma nel frattempo Francesco Cappuccio ci fa una promessa: «non stravolgere mai l’anima dell’Antiquario. Lontani da un approccio meramente commerciale, i nostri clienti, qui ritroveranno sempre un salotto accogliente dove poter trascorrere piacevoli serate all’insegna del buon bere»