Lorenzo Crea: Libertà di espressione, diritto inviolabile

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a cura di Lorenzo Crea
Sono ancora vive nei nostri occhi di cittadini napoletani le immagini degli scontri in occasione della
manifestazione politica in sostegno di Matteo Salvini. Non desidero tornare su un argomento che
ha riempito le pagine dei giornali e interi palinsesti televisivi nelle settimane scorse. Preferisco
soffermarmi su un punto che mi pare centrale in questa vicenda.

Il Sindaco di Napoli è stato fra i più accesi sostenitori del NO alla Riforma Costituzionale. Un No che ha trionfato al Referendum del 4 Dicembre e che è costato la poltrona da Premier a Matteo Renzi. Un No, lo ha ripetuto spesso de Magistris, in nome della quasi sacralità della Costituzione Repubblica. Un No in difesa, così si è detto, dei valori fondanti e fondativi della nostra Democrazia.

Ebbene in quella stessa Costituzione c’è un Articolo, importantissimo, il numero 21 che vale la
pena qui menzionare, almeno nella sua parte iniziale:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Se si decide di difendere la Costituzione, cosa assolutamente giusta, anche se penso che la sua
irriformabilità sia un mantra da superare, allora la si deve applicare fino in fondo.
Chi vi scrive pensa tutto il male possibile delle posizioni espresse più volte da Salvini e dalla Lega
nel corso degli anni nei confronti dei napoletani e dei meridionali. E tuttavia, forse proprio per questo, bisognava consentire a Salvini di venire a Napoli fra l’indifferenza generale.
Lui aveva il diritto di fare la sua manifestazione serenamente, noi napoletani che non la pensiamo
come lui di ritrovarci altrove. O semplicemente di ignorarne la presenza.
L’errore del Sindaco è quello di non distinguere, talvolta, fra la sua funzione istituzionale e quella
di leader politico a capo di un Movimento che, per stessa ammissione di de Magistris, punta a
superare i confini partenopei e (magari) campani. Un Sindaco è il garante della sua comunità, della sua non lacerazione, dello stare insieme in modo civile e pacifico.
Un Sindaco che ha giurato sulla Costituzione, difendendola come la Sacra Scrittura fino a pochi mesi fa, non dovrebbe mai dimenticarlo.