Premio Elsa Morante Ragazzi 2017, la cultura per superare ogni barriera

a cura di Francesco Monaco

Alla fine, se pure il super vincitore del Premio Elsa Morante 2017, organizzato con la solita maestria e passione di sempre, da Tjuna Notarbartolo, è stato il giornalista Giovanni Floris, con il suo giallo sul bullismo “Quella notte sono io”, in cui si affronta la difficoltà del saper vivere la propria diversità, a trionfare idealmente, ma non solo, sono stati tutti quei ragazzi che ieri erano presenti nell’Auditorium della Rai di Napoli. Circa un migliaio di cuori che hanno rappresentato i loro compagni di scuola e quei giovani che vedono nella lettura un modo per andare al di là di certe barriere che troppo spesso la società ci costruisce intorno. Che possono essere anche invisibili, come quelle dietro le quali si può ritrovare un bambino affetto da dislessia in un mondo che emargina chi è speciale, considerandolo solo diverso. Come accaduto al secondo finalista e vincitore del premio, Philip Schultz, per cui era presente la traduttrice Paola Splendore, che racconta la sua lotta per emergere nel libro “La mia dislessia, ricordi di un premio Pulitzer che non sapeva né leggere né scrivere”. Ma anche ben visibili come le strade che delimitano un quartiere delicato come Brancaccio, in cui la mafia abitua alla violenza fin da piccoli, creando una catena che padre Pino Puglisi ha provato a spezzare durante la sua vita, riuscendoci, paradossalmente, con il suo estremo sacrificio. Tutto ciò nel libro “La mia vita all’ombra del mare” della terza vincitrice, Simona Dolce.

Ma dalle barriere si può anche ricominciare. Capire i propri sbagli e trovare la forza di andare avanti, seguendo una strada diversa. Quella che magari può essere indicata dalle pagine di un libro come “Non volevo diventare un boss”, di Salvatore Esposito. Il popolare Genny della fiction ‘Gomorra’ ha ricevuto dalle mani dell’imprenditore napoletano Massimo Vernetti, («Salvatore è un’icona del bene che ce l’ha fatta, dimostrando che si può emergere anche nelle negatività») il “Premio Speciale Elsa Morante Ragazzi Nisida – Roberto Dinacci”, votato proprio dai ragazzi detenuti nel carcere minorile. «Con il mio libro volevo solo raccontare il percorso di un ragazzo cresciuto tra bene e male e salvato da un sogno. Dico a tutti di lottare per i propri sogni. Di studiare, essere curiosi, conoscere e capire il sacrificio delle vittime di mafia e camorra».

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Vittime tra le quali è ancora forte il ricordo di Giancarlo Siani.  Ed è proprio a Paolo, il fratello del giornalista de Il Mattino, trucidato sotto casa da due killer della camorra, che è andato il premio speciale ‘Morante Ragazzi contro le Mafie’, per la raccolta degli articoli di Giancarlo Siani “Fatti di camorra. Dagli scritti giornalistici”. Inoltre, il premio speciale “Il mondo  salvato dai ragazzini”, destinato a produzioni dedicate ai giovanissimi, è stato assegnato al docu-film “Almeno credo” di Gualtieri Peirce, prodotto da Beppe Attene. Mentre il premio “Amici del Premio Elsa Morante” ad Anton Emilio Krogh con “Come me non c’è nessuno. Diario di un sogno”.
A presiedere la giuria da oltre trent’anni, sempre con lo stesso entusiasmo, la scrittrice Dacia Maraini. «Questo premio ha la missione delicata di individuare libri che facciano bene alla platea sensibile dei gruppi scolastici. Per questo scegliamo libri che trattino argomenti profondi, di attualità, ma scritti in modo aperto e comunicativo. E in un Paese come il nostro, in cui si legge poco, queste occasioni sono importanti. Perché attraverso i libri si viaggia». E viaggiando si supera ogni barriera.