C’era una volta a Nerano

a cura di Vincenzo Sannino

Un viaggio alla scoperta di un luogo senza tempo

A volte capita che un luogo abbia due facce, due vite, e che una di esse sia in grado di farci riscoprire il tempo che fu. A volte capita che la malinconia raggiunga un’accezione positiva e che ci faccia sentire bene.

Sedersi sulla spiaggia di ciottoli della Baia del Cantone in pieno inverno, con il sole che timidamente fa capolino tra le nuvole, e osservare le cime verdeggianti che racchiudono in sè questo luogo unico al mondo, ci regala un momento di soave malinconia, e ci apre una finestra temporale. Difatti, mentre l’unico suono che si ode è il ritirarsi delle onde sul bagnasciuga, girando il capo verso l’antistante ed antico borgo di pescatori, i nostri occhi cominciano a vedere in “bianco e nero”, e possiamo tornare a quando qui si viveva di pescato, di agrumi profumati, quando i nomi attribuiti ai pescherecci di legno servivano a far riecheggiare un’avventura vissuta durante una battuta di pesca, oppure onoravano la donna amata, che sempre attendeva il ritorno del proprio uomo.

Nerano d’inverno, quando pochi negozietti restano aperti, quando i turisti guardano altrove, ci aiuta a ricordare la “vera” Penisola Sorrentina: quella degli armatori, delle famiglie di naviganti, dei vigneti a terrazzamenti e delle case con lo stucco mangiato dalla salsedine. Il mare d’inverno in fondo è questo: l’atmosfera di tutto ciò che su esso si affaccia e su di esso risplende. E Nerano può essere il teatro ideale per la vostra giornata speciale, quella in cui decidete di ritrovare voi stessi, da soli o con chi amate.

nerano

DORMIRE NEL BORGO:Hotel La Certosa”, piccolo e romantico albergo sulla spiaggia, con camere affacciate sul mare e tante mirabilia della vita locale. In Via Marina del Cantone, 23.

SAPORI E DELIZIE:Ristorante Maria Grazia – Dal 1901”, antica trattoria con pesce sempre fresco e semplice atmosfera mediterranea. In Via Marina del Cantone, 65.

ATTIVITA’: se vi va di fare due passi nella natura, dalla Marina del Cantone parte un sottile sentiero in falsopiano che, senza mai perdere di vista il blu del mare, in 20 minuti vi consentirà di raggiungere la splendida Baia di Recommone, una piccola insenatura di roccia bianca nascosta tra gli imponenti scogli denominati Scupolo e Isca. Infine, risalendo la collina di ritorno a casa, vale la pena parcheggiare l’auto in Via Rotabile di Nerano, per una breve passeggiata a caccia di scorci suggestivi e panorami sorprendenti, che si svelano tra le antiche dimore poste lungo la principale Via Amerigo Vespucci.

LA LEGGENDA NARRA… che il “Munaciello”, lo spiritello buono ma dispettoso del folclore napoletano, abbia tra i suoi rifugi preferiti la Torre di Montalto, situata tra la Baia di Ieranto e la Marina del Cantone. Eduardo De Filippo, che in questi luoghi amava ritirarsi in compagnia degli amici di sempre, ha trovato ispirazione in questa leggenda quando nella sua opera “Questi Fantasmi” il personaggio da lui interpretato scambia l’amante della moglie per un impertinente Munaciello!

CURIOSITA’: Pochi sanno che lo scrittore inglese di origini austriache Norman Douglas, durante un suo viaggio a Napoli rimase così affascinato dalle bellezze della costiera amalfitana, che scelse di trasferirsi in una villetta rosa tra Nerano e la Baia di Ieranto, conosciuta oggi con il nome di Casa Silentium.

Fu proprio qui che Douglas nel 1908, estasiato dalla magia dei sentieri che si inerpicano nella baia e suggestionato dal mito delle sirene, cominciò a scrivere Siren Land (La Terra delle Sirene).