Basilica di San Lorenzo Maggiore, uno scrigno del passato della città

A cura di Oscar De Simone

La basilica di San Lorenzo maggiore rappresenta oggi un vero unicum a Napoli e in tutta la Campania. Un vero scrigno del tempo che “custodisce” una porzione importante dell’antico passato della città. La struttura attualmente visibile risale alla fine del XIII secolo – ai tempi del Re Carlo I d’Angiò – quando nel regno iniziò un lungo periodo di ricostruzione.

Un inconfondibile stile gotico – francese  caratterizza  la sua attuale pianta che presenta una sola grande navata centrale absidata con oltre venti cappelle ai lati. L’abside rappresenta certamente un vero esempio di audace stile gotico in Italia, con pilastri, archi rampanti e contrafforti.

Tra le cappelle presenti all’interno della basilica, spicca certamente quella in onore della Madonna degli angeli, con affreschi realizzati tra il 1333 ed il 1334 da Antonio Cavarretto, uno dei discepoli di Giotto.

La statua del santo a cui è dedicata la chiesa – San Lorenzo – è posizionata al centro tra San Francesco (a destra) e Sant’Antonio (a sinistra) nel transetto centrale, al di sotto del quale sono state anche finemente scolpite le scene del suo martirio. La basilica però, non restituisce al visitatore solo la visione di una grande opera artistica e religiosa. Quella di San Lorenzo, infatti, è una vera “macchina del tempo”.

Nel sottosuolo è “custodita” una testimonianza davvero unica del passato della città. Gli scavi archeologici, visitabili nel corso del tour, mostrano una porzione della Neapolis greco-romana unica al mondo. Il Macellum (mercato) e le botteghe dei commercianti che animavano le giornate dei cittadini nel I secolo d.C. sono ancora visitabili lungo un tratto di strada basolata perfettamente conservata nel corso dei secoli. Proprio al termine del cardine ancora in luce, si giunge al criptoportico (mercato al coperto) in cui si distinguono chiaramente piccoli ambienti comunicanti con banconi in muratura utili all’esposizione delle mercanzie. Un nuovo percorso di visita però, è stato aggiunto negli ultimi anni e mostra ai turisti un’ imponente opera idraulica risalente ad epoca tardo-ellenistica, utile ad incanalare il flusso delle attraverso lo sfruttamento delle pendenze naturali.