Celiachia, tutto quello che c’è da sapere sul glutine

A cura di Lorenzo Face

Vitale: «Il 70% del nostro sistema immunitario risiede nell’apparato digerente, conoscere il nostro corpo e il cibo che ingeriamo è una necessità»

“Fà che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo” diceva Ippocrate, padre della medicina ed è quello che dovremmo fare tutti noi, come ha spiegato bene la dottoressa Ulrica Vitale nel seminario “Invecchiamento precoce, celiachia e gluten sensitivity” presso il negozio Natura Si al Vomero. «Una corretta alimentazione è composta da un’alimentazione personalizzata – afferma la dottoressa Vitale, esperta nutrizionista -. Bisogna capire ciò che ci fa male per riequilibrare il metabolismo. Il 70% del nostro sistema immunitario risiede nell’apparato digerente e questo fa capire come sia fondamentale nutrirsi bene. Con un’alimentazione corretta, si possono contrastare anche la celiachia e l’intolleranza al glutine». La celiachia è la più frequente intolleranza alimentare e colpisce l’1% della popolazione mondiale. Nelle persone affette da questa malattia, il glutine scatena una reazione autoimmune, che attacca l’intestino e danneggia gravemente la mucosa intestinale; l’intolleranza al glutine, invece, si manifesta con dolori addominali, colon irritabile, affaticamento, mal di testa, ma non comporta gravi lesioni intestinali.

Tutto è iniziato nel 1974, quando un gruppo di ricercatori del CNEN, il Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare, indusse una mutazione genetica nel grano duro denominato “Cappelli”, esponendolo ai raggi gamma di un reattore nucleare per ottenere una mutazione genetica e, in seguito, incrociandolo con una varietà americana. Dopo la mutazione, il grano era diventato “nano”, mostrando differenze, in positivo, in caratteri come la produttività e la precocità nella crescita. Questo nuovo tipo di grano fu battezzato “Creso” e con esso oggi si prepara circa il 90% della pasta venduta in Italia, ogni tipo di pane,  dolci, pizze e alcuni salumi. «Si tratta di un periodo di tempo troppo breve per l’organismo umano per adattarsi a questo nuovo tipo di grano – sostiene la dottoressa Vitale – e ciò comporta problemi di salute anche gravi. È come se ci avvelenassimo continuamente con delle tossine che danneggiano il nostro intestino, in particolare il duodeno». La celiachia, inoltre, causa torpore mentale, stanchezza, eritemi, mal di testa, dolori muscolari, depressione e anemia. Se dopo aver mangiato, invece di avere energia, ci sentiamo stanchi, c’è qualcosa che non va e che può arrivare ad intaccare anche il nostro cervello. «Un tempo, molte persone depresse venivano indirizzate verso gli psichiatri, ma poi si è capito che alcune di esse avevano problemi digestivi. È capitato anche con mie pazienti che, incontrate dopo un anno da quando avevano cambiato alimentazione, avevano un viso molto più rilassato e sereno».
E c’è chi ha persino combattuto l’artrite reumatoide, semplicemente cambiando alimentazione dopo aver scoperto un’intolleranza al glutine molto forte.

«Si tratta di una paziente che incontrai dopo un po’ di tempo, mi disse che aveva perso il marito e si era lasciata andare per il dolore, smettendo di mangiare e nutrendosi di tisane e altre bevande. L’effetto sul suo corpo fu l’eliminazione delle tossine che la invadevano. Aveva smesso di avere dolori e stava facendo addirittura una bella passeggiata quel giorno». Ci sono, inoltre, delle tesi che attribuiscono all’intolleranza al glutine problemi neurologici come l’autismo. «Degli studi hanno notato dei miglioramenti in alcune persone affette da autismo che hanno iniziato a fare una dieta senza glutine» afferma Vitale.

Sono studi, va sottolineato, che non hanno ancora una valenza scientifica. Ciò che è certo, però, è che la celiachia può provocare anche problemi all’apparato riproduttivo, con parti prematuri e infecondità. La soluzione, quindi, come suggerisce la dottoressa Vitale, è di mangiare ciò che fa bene al nostro corpo, seguiti ovviamente da degli specialisti. «Con un’alimentazione personalizzata, dopo circa sei mesi o un anno, la mucosa danneggiata con la celiachia si ripristina e il nostro apparato digerente ricomincia a lavorare bene. In questo modo tutto il nostro corpo ne avrà beneficio».