Città della Scienza rinasce in gran stile

a cura di Enrico Parolisi

Nell’impianto di Bagnoli arrivano Corporea e il Planetario 3D alla scoperta del corpo umano e del cosmo

Laddove venisse mossa, prima di quel maledetto 4 marzo 2013, una critica a Città della Scienza, sarebbe stata quella di essere una “cattedrale nel deserto”. Il deserto era – ed è tutt’ora – il quartiere di Bagnoli che da troppo tempo reclama la dignità perduta. Un deserto a due passi da quel mare da troppo tempo negato ai partenopei (e non solo) che attendono ormai da decenni la rimozione della famigerata “colmata”, eredità di un passato industriale testimoniato ancora dagli altoforni dell’ex Italsider.

Poi il rogo che l’ha distrutta quasi del tutto ha lasciato, per mesi, spazio all’orgoglio, alla voglia di ripartire nonostante gli scheletri dei palazzi che svettavano imponenti a ricordare quella notte e quell’incendio che come un falò illuminò Coroglio, visibile in tutto il golfo.

A quattro anni di distanza si va oltre. Molto oltre. Non bastava ricostruire il polo divulgativo e scientifico che (forse più all’estero che in casa nostra) ci invidiavano, ma bisognava renderlo parte attiva di Napoli, dei suoi flussi turistici, della sua offerta e delle sue (nuove) unicità. Così IDIS ha portato non uno, ma ben due allestimenti destinati a fare il pienone – come testimoniano del resto i primi dati di affluenza registrati.

Così, nell’anniversario del rogo come l’Araba Fenice Città della Scienza risorge e lo fa presentando Corporea, il primo museo interattivo d’Europa dedicato al corpo umano. Dopo un paio di settimane è arrivato anche il taglio del nastro del Planetario 3D – che promette di essere il più avanzato tecnologicamente d’Italia.

«Con Corporea e con il Planetario – afferma il “papà” di Città della Scienza, il fisico Vittorio Silvestrinipossiamo tornare ad essere nuovamente uno dei principali poli di conoscenza e innovazione del nostro Paese, e ricominciare ad attrarre ragazzi, famiglie e curiosi da tutto il mondo».

Dalla cellula all’infinità dell’Universo, si potrebbe dire. Ma conosciamo nel dettaglio entrambi.

CORPOREA

I cinefili ricorderanno “Fantastic Voyage” di Richard Fleischer. Nessuna navicella spaziale in questo caso, ma un viaggio nel corpo umano alla scoperta di segreti, nozioni scientifiche e tutto ciò che riguarda il funzionamento della “nostra vita”. Il primo nuovo edificio del Science Center è dedicato a “Corporea”, il primo museo interattivo dedicato a cosa abbiamo in noi stessi, alla prevenzione e alla salute.

Si parte dal muscolo scheletrico per arrivare ai due grandi modelli 3D per spiegare il funzionamento del cervello, passando per “l’autostrada” dell’apparato cardiovascolare, sistema digerente ed endocrino, sensi, sessualità e sistema nervoso.

Un percorso che si snoda in 14 diverse aree tematiche con circa 100 exhibit, macroinstallazioni e postazioni interattive, il tutto arricchito dai reperti provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann) e dai principali musei campani.

PLANETARIO 3D

Il secondo nuovo edificio dello Science Center ospita il Planetario 3D “tecnologicamente più avanzato d’Italia”. Con un diametro di 20 metri, 113 posti a sedere e uno dei migliori sistemi di proiezione tridimensionale attualmente in circolazione – un Digistar 6 dell’americana Evans & Sutherland – il Planetario offre un’esperienza straordinaria, spettacolare e divulgativa allo stesso tempo.

Insomma, non stiamo parlando di un cinema 3D ma di uno science-show adatto a tutte le età che permette ai visitatori di viaggiare nei misteri del cosmo, nella storia e nel passato, ma anche di scoprire le meraviglie del corpo umano, della natura e dell’archeologia.

Grazie alla collaborazione di alcuni massimi esperti di astronomia e di tanti ricercatori – “l’immersione” nel cielo notturno diventa ancor più accattivante. Spettacoli e filmati, in 2D e 3D, dal vivo o registrati, permettono ai visitatori di scoprire i corpi celesti come se fossero astronomi dell’antica Magna Grecia o come se ci si trovasse in un grande telescopio contemporaneo, ripercorrere le missioni spaziali, seguire i viaggi di sonde e navicelle spaziali che hanno esplorato il Sistema Solare, o ancora esplorare la materia oscura per comprendere perché l’Universo è come ci appare, da dove veniamo, e come si è evoluto in miliardi di anni.

Non solo, ma il Planetario è dotato di un telescopio e – durante le serate estive – promette di metterlo a disposizione di quanti vorranno scrutare il cielo. Un’opportunità che finora, a Napoli, offriva solo il Museo Astronomico di Capodimonte.