Vascitour, il turismo napoletano riparte dai bassi

a cura di Enrico Parolisi

Il basso – o “vascio” che dir si voglia – è un patrimonio storico e culturale napoletano e come tale va valorizzato. È da questo concetto semplice ma rivoluzionario che nasce l’esperienza di Vascitour.

Nato tra i banchi del dipartimento di Scienze Sociali, Vascitour è una startup innovativa che ha trasformato le piccole case fronte strada dei vicoli napoletani, in un caldo luogo d’accoglienza per i turisti.

Accelerato dal 2014 nell’ambito del Contamination Lab, sotto la sapiente guida del professor Lello Savonardo, Vascitour è diventata cooperativa nel maggio del 2016 e non offre più solo pernottamenti ma anche una vasta offerta di turismo esperienziale. «Sia chiaro – spiega Achille Centro, presidente e fondatore della cooperativa insieme a Marianna Di Fiore, Ilaria Delli Colli e Anna Bottone – che noi non proponiamo visite guidate, per quelle ci sono guide turistiche».
L’obiettivo dei fondatori di Vascitour, infatti, è un altro.
«La chiave – spiega Achille– è quella di connettere il viaggiatore all’abitante della città, che sia esso il fruttivendolo, il parrucchiere o l’anziana casalinga. Permettere quindi al turista di vedere Napoli con gli occhi di un napoletano».

Il tutto, dicevamo, è partito dal pernottamento. L’idea è quella di offrire ai turisti una soluzione diversa di alloggio per la propria esperienza nella città partenopea. A disposizione degli avventori una rete di bassi riqualificati, a norma con i criteri di abitabilità e dotati di una serie di comfort che vanno dal wi-fi all’aria condizionata, il tutto nel rispetto dell’originale struttura.

Ma questo, è stato solo il primo step per mettere in campo una serie di servizi rivolti al turista per vivere Napoli in maniera diversa. In una città che sta riscoprendo una forte vocazione turistica, Vascitour propone itinerari alternativi. «I nostri itinerari urbani accompagnati –continua Achille– si differenziano dai percorsi battuti dai turisti solitamente. Porto l’esempio del nostro tour dei Quartieri Spagnoli, che sono raccontati da un punto di vista socio-antropologico».

Ma anche il Mercato, il Carmine e così continuando: «Insomma, cerchiamo di ‘allontanarci’ dal Centro Storico in senso stretto».
Ancor più originale, però, è il servizio ‘Fratammè’ che prevede di avvalersi, per il turista, di un napoletano ‘a noleggio’. L’abitante locale fa da accompagnatore personale a gruppi di massimo quattro persone per il periodo in cui stanno in città. È un ‘abitante personale’ di cui la combriccola di turisti curiosi può avvalersi per mezza giornata, per l’intera giornata, anche per l’intero periodo di permanenza all’ombra del Vesuvio. L’originale Cicerone seguirà il gruppetto e sarà a sua completa disposizione per il tempo pattuito.

Sulla falsa riga dell’esperienza che Vascitour vuole proporre ai suoi utenti c’è il social eating. «Apriamo i bassi e mettiamo l’esperienza della cucina del popolo a disposizione del turista».

Si pattuisce un prezzo e si va a mangiare a casa dell’improvvisata cuoca di turno. Unica condizione: il menù deve essere tipico della tradizione partenopea.
Sapori, odori e accoglienza, tutto deve essere rigorosamente made in Naples.

Ma un’esperienza del genere è ripetibile in altre città? «Ci stiamo lavorando, del resto per mettere in piedi il format abbiamo impiegato molto tempo proprio per questo obiettivo. In città simili a Napoli da un punto di vista abitativo, come possono essere Messina e Genova, questa forma di turismo esperienziale può funzionare». Del resto, Vascitour è parte di un progetto più ampio, ‘Autenticamente’, che si prefigge l’obiettivo di promuovere e valorizzare la cultura mediterranea proprio attraverso la riscoperta delle tradizioni. E quindi, perché no, tra qualche anno non è escluso di poter vivere un Vascitour a Barcellona o Marsiglia…