‘O treno che va, il nuovo viaggio dei Foja

a cura di Annalisa Perla

L’album, uscito a dicembre, è il terzo lavoro della band napoletana Dario Sansone: «Ogni canzone è una stazione»

Un treno che viaggia e il cui cammino è tutto da scoprire, insieme a loro, i Foja. È fin dalla copertina, una realizzazione grafica di Alessandro Rak, che il nuovo album del gruppo partenopeo “ ‘O treno che va”, affascina e incanta. Un vagone che corre verso le stelle. «Sappiamo da dove parte – ci racconta il frontman Dario Sansone – e non sappiamo dove andrà». Quasi a metafora del percorso di ognuno di noi e della vita stessa. «Il treno parte dalla nostra storia, da tanto lavoro, da tante serate fuori, e soprattutto dalla nostra città. Ogni canzone è una stazione, ogni composizione un pretesto per esplorare le nostre passioni musicali». Inciso su etichetta Full Heads, con distribuzione Audioglobe, questo è il terzo lavoro della carriera della band napoletana, che ha saputo catturare il pubblico, però, ben oltre i confini della città, e che proprio quest’anno festeggia i 10 anni di attività. «Il nuovo tour inizierà a febbraio a Roma – ci spiega Sansone, voce e chitarra del gruppo -, suoneremo il 19 nella Capitale, poi saremo a Bologna, Lamezia Terme, Milano, Torino e il 24 marzo a Napoli. Ma in realtà non abbiamo mai smesso di esibirci tra la gente, perché è questo che ci piace fare».

Un album, ancora una volta, profondamente legato a Napoli e alle sue mille contraddizioni e complessità. «Da Napoli noi traiamo ispirazione ed è da qui che siamo sempre partiti per raccontare stati d’animo e realtà». Il primo singolo è “Cagnasse tutto”. Ma cosa cambierebbero i Foja? «Soprattutto la mentalità delle persone – dice Dario -, che a volte rovina questa città e pare imprigionare i suoi abitanti in una sorta di immobilismo. Il momento, però, è buono, Napoli è in continuo mutamento. Il desiderio sarebbe spingere le persone, ognuno per il proprio ruolo e obiettivi, a modi care le cose che non vanno bene». E proprio per sottolineare il sentimento di condivisione forte di questa canzone, i Foja hanno voluto girare il videoclip tra le strade della città. Hanno dato appuntamento ai loro fan l’11 dicembre scorso per una serie di mini concerti per le vie di Napoli, da Piazza del Gesù no al Lungomare, passando per Via Toledo e Piazza del Plebiscito. Hanno poi raccolto i video fatti col telefonino dalle persone e scelto i migliori. “Cagnasse tutto” è anche il titolo dello spettacolo, con la regia di Franco Dragone, che ha portato il gruppo al Teatro San Carlo di Napoli. «Un’esperienza unica, emozionante» ripete Dario, nonostante siano passati diversi mesi da quel 27 giugno. Una data storica, perché era la prima volta che un gruppo rock si esibiva nella cattedrale della musica lirica. E ora, perché no, si riesce quasi naturale immaginarli anche altrove, in tutti i teatri d’Italia, no alla Scala di Milano. «Un’esperienza che sicuramente ci piacerebbe ripetere. Lo spettacolo è stato apprezzato, è la dimostrazione che la musica può arrivare ovunque». Ma “’O treno che va” è anche un viaggio tra i generi musicali che si intrecciano e confondono tra le 14 tracce inedite, un mix di sonorità rock, pop, blues e country. Numerosi gli ospiti speciali: da Edoardo Bennato, è sua l’armonica in “Gennaro è fetente”, a Daniele Sepe e Ghigo Renzulli, dei Liftiba. «Noi cerchiamo sempre, per ogni disco – continua Dario -, di scambiare le esperienze con tanti musicisti, così come nei concerti grandi che ci permettono di ospitare più amici possibile sul palco. Perché crediamo molto nella condivisione e nello scambio di esperienze tra gli artisti». Nonostante la moltitudine di generi, la costante resta la lingua usata: il dialetto napoletano, scelto come identità e come suono. I prossimi attesissimi appuntamenti adesso sono la “Gatta Cenerentola”, il nuovo cartone con Sansone tra i registi e le canzoni della band. E poi “La parrucchiera”, l’ultimo film di Stefano Incerti, che uscirà nel 2017 e conterrà un’apparizione dei cinque musicisti, che hanno contribuito alla colonna sonora.