Castel dell’Ovo, tra storia e leggenda

a cura di Oscar de Simone

Dall’uovo di Virgilio ai Café Chantants di Santa Lucia, ecco i segreti della suggestiva zona conosciuta come borgo marinari.

Un vulcano, il mare e un isolotto su cui sorge il più antico castello della città di Napoli. Una perfetta immagine da cartolina insomma, forse la più conosciuta e la più nota ai turisti. In e etti però, la storia è tutta lì. Proprio su quel piccolo banco tufaceo a pochi passi dall’attuale riva di via Partenpe, dove nel I secolo a.C., Licinio Lucullo (patrizio e militare romano) edi cò la sua villa, sorge il Castel dell’Ovo. La forti cazione più antica della città, e cosiddetta dell’uovo (dal latino Castrum Ovi), trae il suo nome da una antica leggenda. Secondo il mito infatti, il poeta Virgilio – creduto anche un mago in età medievale – nascose nelle stanze segrete del maniero, all’interno di una brocca d’acqua protetta da una gabbia in ferro, un uovo che ne avrebbe dovuto assicurarne la stabilità nei secoli successivi. La sola scal ttura o la completa rottura del guscio, avrebbe causato non solo la distruzione del castello, ma avrebbe portato anche sciagure e catastro in città. Così nel XIV secolo, la regina Giovanna I a seguito del crollo parziale che interessò l’arco su cui poggia la struttura, fu costretta a giurare ai cittadini – intimoriti dall’evento – di aver sostituito l’antico uovo danneggiato. Ma non solo. Proprio alle regine Giovanna I e Giovanna II è legata una storia fatta di inganno e violenza. Tra il XIV ed il XV secolo, si racconta, il maniero sarebbe diventato l’alcova di entrambe le regnanti che dopo aver soddisfatto il proprio appetito sessuale avrebbero ordinato ai propri sottoposti di gettare in mare i propri amanti. Solo agli inizi del XX secolo, all’ombra del castello sarebbero sorti i primi luoghi di ritrovo della città. Alcuni tra i più rinomati “Café Chantants” come il Santa Lucia o l’Eldorado infatti, erano proprio lì, e hanno visto come clienti abituali personaggi del calibro di Salvatore di Giacomo, Roberto Bracco ed Edoardo Scarfoglio. Ancora oggi, in quell’area – meglio nota come “borgo marinari” – la vita notturna prosegue sotto nuove forme e con nuovi punti d’interesse come locali notturni, bar e pizzerie.