Food on The Roof….Indovina chi viene a cena?

a cura di Giulia Savignano

Prendi una casa, possibilmente con terrazza o giardino per rendere tutto più suggestivo, aggiungi un menu curato nei minimi dettagli da uno o più specialisti del gusto e condisci tutto con il più stretto riserbo sull’identità dei commensali. Ecco pronta la ricetta del social eating, la nuova tendenza in tema di food e socialità. Non riveliamo nulla di nuovo quando affermiamo che il cibo è il più potente aggregatore e moltiplicatore di empatia; condividere un pasto è un alto momento di reciproco scambio e complicità. E quando al piacere di gustare un piatto in compagnia si unisce l’ebbrezza di scoprire soltanto all’ultimo istante i volti dei tuoi amici per una sera, quelli con cui condividerai il pane, tutto diventa ancora più intrigante.

I supper clubs, home restaurants, guerrilla restaurants, paladares o come dir si voglia, nascono oltreoceano come risposta al proibizionismo.

Arrivati in Europa, nel Regno Unito, mantengono la forte connotazione di hidden events, complice, in tempi più recenti, la diffusione esclusiva in rete.

E grazie alla creatività e alla tenacia di due napoletane il concept del social eating è arrivato anche a Napoli. Il progetto si chiama Food on The Roof e porta la firma di Silvia Viparelli e Valentina Ciardulli.

Nato nel marzo 2014, il primo supper club partenopeo promuove eventi gastronomici in case private, indirizzati a sconosciuti, cittadini e turisti, con l’idea di creare un momento diverso di aggregazione intorno alla buona tavola.

Silvia è l’ideatrice del progetto. Classe ’81, naturalista per formazione, per lungo tempo, tra le varie cose, soprattutto comunicatrice scientifica e guida museale di Città della Scienza; attualmente gestisce il Montedidio Unoè Bed&Breakfast. «Il Supper Club Food On The Roof nasce da un incontro fortuito con Valentina Ciardulli, vecchia amica rientrata da un lungo periodo londinese, sociologa convertita alla cucina e diplomata al Gambero Rosso di Roma – racconta Silvia –. Il caso ha voluto che quel pomeriggio stessi andando ad un appuntamento con un amico che mi aveva aperto le porte sul mondo del social eating e delle tante piattaforme online che promuovono quest’idea…Valentina si è aggregata ed il passo è stato breve: un pomeriggio, svariati caffè e dopo neanche un mese lanciavamo il nostro primo evento gastronomico».

Attualmente Valentina vive e lavora a Madrid, come chef de La Fàbrica Restaurante, e la cucina del Food On The Roof è passata nelle altrettanto sapienti mani delle Cuoche in Giro – Chef at Home, al secolo Elena Gargiulo e Gianluca Manfra.

Ma come si svolge una serata tipo firmata Food on The Roof? «Le regole sono poche e semplici: tanta curiosità, disponibilità a mettersi in gioco ed essere una buona forchetta! – ci spiega Silvia –.

Nostro compito è lanciare online, tramite appunto la pagina Facebook, un evento: che sia un “aperitivo rinforzato”, un brunch o una cena, che ci sia un accompagnamento musicale, dal vivo o come dj-set, ciò che conta è il menù proposto!

L’interessato non ha che da prenotarsi via mail e solo allora gli verrà svelata la location.

La maggior parte dei nostri eventi si svolgono all’aperto, su terrazze di privati che aprono fiduciosi le porte di casa propria; sono quindi eventi stagionali, fortemente legati alle condizioni metereologiche e per questo non sono appuntamenti fissi».

E si tratta di un’idea vincente visto che la pagina Facebook del progetto, unica piattaforma promotrice degli eventi, ha raggiunto in pochi mesi un pubblico sempre più ampio e variegato di fan.

Sì, perché gli avventori “a sorpresa” di queste serate culinarie sono tanti e diversi. I primissimi guests sono stati turisti, ospiti di quelle strutture ricettive entusiaste dell’idea che Silvia e Valentina avevano loro presentato: proporre una rivisitazione della cucina partenopea tradizionale, da consumare in una casa privata in compagnia della gente del luogo.

Ma i napoletani non si sono fatti attendere. Compresi in una fascia di età che va dai 25 ai 50 anni, e soprattutto donne, che dimostrano curiosità e apertura alle novità. Perché in fondo il cibo e le relazioni sociali non passano mai di moda, e quando si tratta di stare insieme davanti a un buon piatto, anche con commensali sconosciuti, il successo è sempre assicurato!