SOS Amici la solidarietà è in rete

a cura di Enrico Parolisi

Angela (nome di fantasia) vive in enormi di coltà economiche da sola con quattro gli. Quando gli assistenti sociali bussano alla sua porta non possono fare a meno di constatare in che condizioni fatiscenti sia la sua casa, al punto tale da volerle togliere quei bambini che sono tutta la sua vita. Una sua amica, allora, decide di lanciare un sasso nella Rete. Che è stato raccolto. Nel giro di pochi giorni, volontariamente, muratori e idraulici, arredatori e elettricisti hanno bussato alla sua porta. Al punto tale da restituirle la dignità e allontanare il rischio che perdesse i suoi gli. Al punto tale da far esclamare, al ritorno dell’assistente sociale: «Ma che è successo, è passata Cenerentola?». Il tutto è reso possibile da “Sos Amici”. Un’esperienza – improvvisata – di sharing economy partita dal basso, da un’intuizione di Sergio Colella e della moglie Rosanna Terracciano. «Una mattina – spiega Colella – necessitavamo di notizie su Enel o Arin, questo non lo ricordo.

Così postammo questa domanda su Facebook e in tantissimi risposero al nostro appello. Così ci venne l’idea: perché non creare un gruppo che
si scambia consigli?». Era l’ottobre del 2013 e così nacque il gruppo. Ora, la pagina in cui “ci si aiuta a 360 gradi” conta oltre 53mila iscritti tra cui nomi illustri: attori, giornalisti, artisti. «Col tempo – continua Colella – siamo diventati una vera e propria comunità. Ci siamo dati delle regole, il fatto di non accettare tutti ci ha dato la possibilità di capire chi c’era dall’altra parte. Il mondo dei social è pieno di fake e falsi pro li, noi ne abbiamo bannati almeno 2000. È per questo che per entrare nel gruppo bisogna essere amici, amici di amici o essere presentati». Così, la comunità è composta da gente reale e data. «Il social – ricorda Colella – non può prescindere, per funzionare, dal fattore umano». Ne è nata – a sorpresa – una comunità variegata che raccoglie persone dai 25 agli 80
anni che si aiutano a vicenda – dalle informazioni di carattere generale allo scambio di prestazioni professionali; un piccolo esempio di sharing economy che parte dal basso e che ha fatto scuola: «A volte – a erma Colella – ci sostituiamo al welfare. È una sorta di ‘welfare dal basso’. Non abbiamo la presunzione di sostituirci alle istituzioni, ma stiamo dando respiro a un sacco di persone. Dagli idraulici ai pittori, a nire con chi si arrangia. Lavori umili ma dignitosi. Gente che così riesce a tirare avanti». Un esempio? La settimana scorsa un uomo che ha usufruito della piattaforma ha inviato un messaggio ai due amministratori: «Tramite voi ho riconquistato la dignità e il rispetto dei miei gli». E non esiste soddisfazione migliore.