iGoOn: l’autostop è digitale

a cura di Enrico Parolisi

L’applicazione che favorisce la green economy è stata creata da un team di giovani under 35 che già pensa a nuove funzionalità.

L’idea nasce in realtà alle pendici del Vesuvio: e se il pollice all’insù venisse digitalizzato? Nella città che da anni combatte la sua battaglia intestina per imporsi un modello di mobilità sostenibile diverso da quello attuale, iGoOn è una gran bella idea che nasce da un’esigenza reale e sentita. Con pochi step, sul proprio smartphone, è possibile offrire o trovare un passaggio: verso casa, verso l’ufficio, verso una piazza o un pub.

Startup innovativa fondata a Napoli nel 2014 da un team di ragazzi under 35, iGoOn ha attirato l’interesse di tante realtà ed è stata già accelerata da TIM WCAP durante l’avventura a Catania. La svolta, però, arriva nel 2016 con Sviluppo Basilicata che ha guidato la cordata (con privati) che ha deciso di investire ben 360.000 euro.

Dalla green economy al carpooling sociale

Se da un lato quindi iGoOn sta sviluppando un’app specifica per far incontrare domanda e offerta di passaggi su itinerari urbani legati agli orari lavorativi, dall’altro invece l’app si sta proponendo con forza come soluzione per raggiungere festival, manifestazioni, luoghi di eventi, concerti e kermesse di ogni tipo. Non più quindi un’alternativa con un minor impatto sull’ambiente per ridurre il numero di veicoli in strada, ma una vera e propria possibilità per socializzare con chi condivide uguali interessi.

Come cambia iGoOn

Al momento l’app per privati è stata completamente rivoluzionata rispetto all’idea originale, fatta salva la parte per il carpooling in real-time. Le funzionalità aggiunte sono quelle inerenti agli eventi. In pratica è possibile dichiararsi interessati a un evento suggerito da iGoOn, inserire le preferenze di viaggio e poi si sarà catapultati in un elenco di persone, ordinate in base alla compatibilità del percorso. Altra funzione interessante è che è possibile chattare con queste persone e mettersi d’accordo. Al momento iGoOn inserisce nel suo parterre di proposte circa dieci di eventi a settimana e sta stringendo le prime partnership comunicative e strategiche.

«Dal nostro concetto di sharing e green economy al carpooling che diventa social il passo è stato abbastanza breve» spiega il fondatore e CEO di iGoOn Claudio Cimmelli. «Abbiamo avuto un’oggettiva difficoltà a imporci, da subito, come soluzione alternativa per lo spostamento in aree urbane. Questo perché non esiste una cultura digitale in tal senso».

Un passaggio in BlaBlaCar, mediamente, è lungo oltre 300 chilometri. iGoOn si attesta su una media di 20/25 chilometri a strappo. «È chiaro – continua Cimmelli – che non siamo quindi competitor da questo punto di vista, benché comunque l’unico reale competitor sul segmento carpooling nel mercato italiano. Partiamo da due presupposti completamente diversi. Volendo sintetizzarla, loro sono la lunga trasferta, noi dobbiamo imporci nel quotidiano. Ossia lì dove abitudini e forma mentis sono ben più radicate e dove è più complesso mutare abitudini sviluppate in anni. Anni in cui alternative come le nostre non esistevano».