La bottega è sul web con Google AdWords


Google AdWords: il passaparola è online

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a cura di Gaetano Trapanese.

Pasquale era un piccolo artigiano. Realizzava sandali nella sua bottega nel ventre antico di Napoli. Una vita semplice, fatta di creazione e realizzazione di modelli, poi venduti ad affezionate clienti del quartiere.

Pasquale era tifosissimo del Napoli; con la diffusione di internet, nei primi anni 2000, aveva iniziato a frequentare siti web che parlavano del Napoli; per le sue ricerche online usava sempre Google. La cosa che lo sorprendeva di più è che ogni volta che cercava qualcosa sul Napoli, Google gli mostrava annunci pubblicitari di siti web americani che vendevano magliette del Napoli.
«Come accidenti fanno gli americani a mostrarmi la pubblicità delle magliette del Napoli proprio quando cerco su Google qualcosa sul Napoli?». Questa domanda ha cambiato la vita di Pasquale.
«Se gli americani possono mostrarmi i loro prodotti, anche io posso mostrare loro i miei!». Dopo qualche giorno trascorso a “studiare” e a realizzare un sito web, Pasquale era online con la sua prima campagna pubblicitaria Google AdWords, la piattaforma pubblicitaria di Google.
Inizialmente Pasquale puntò sul mercato americano (per un senso di rivalsa verso i negozianti di articoli sportivi americani): chiunque negli Stati Uniti avesse digitato qualcosa che avesse auto a che fare con italian handmade sandal avrebbe visualizzato il suo annuncio. La cosa più straordinariamente rivoluzionaria era che Pasquale pagava Google solo per ogni clic ricevuto dall’annuncio, ovvero per ogni visita al suo sito web. «E’ come se facessi pubblicità sul Mattino ma la pagassi solo per i clienti che vengono in negozio con la pagina di giornale in mano». Pasquale non credeva ai suoi occhi.
Il successo di quella campagna fu tale che nel giro di un paio d’anni Pasquale vendeva nei più importanti mercati mondiali. Ora Pasquale è l’amministratore delegato di un gruppo che fattura 150 milioni di euro.
Il merito di Pasquale è stato capire prima degli altri la rivoluzione che Google stava portando nel mondo della pubblicità: consentire ad aziende, in qualsiasi settore, di “intercettare” le richieste che gli utenti facevano a Google e mostrare loro annunci inerenti l’esigenza espressa con la richiesta. Cerchi qualcosa che ha a che fare col caffè? Ti mostro gli annunci delle mie cialde. Vuoi sapere come cucinare la spigola all’acqua pazza? Ti mostro l’annuncio del mio nuovo libro di ricette. Il sogno di tutte le aziende: riuscire a parlare solo ad utenti interessati alla loro attività. E pagare, per di più, solo per i clic ricevuti dall’annuncio.
Il meccanismo è semplice: ogni volta che un utente effettua una ricerca su Google, il sistema analizza gli annunci di tutti gli inserzionisti “interessati” a quella specifica ricerca e pubblica quelli che, a suo giudizio, sono più meritevoli di essere mostrati. Il merito è misurato attraverso due parametri: quello economico – quanto si è disposti a pagare un clic sull’annuncio (parametro impostato dall’inserzionista ) – e quello qualitativo – come Google valuta pertinente l’annuncio rispetto alla ricerca (parametro attribuito in automatico da Google); dal mix di questi due parametri, e da quello degli altri inserzionisti in concorrenza diretta per quella specifica ricerca, deriva la possibilità di pubblicazione dell’annuncio o meno.