Valentina Cuscunà: la moda a misura di bambino

a cura di Lorenzo Face

La sua è la storia di un American dream nata all’ombra del Vesuvio. Valentina Cuscunà, a soli 34 anni crea “Nina”, una linea d’abbigliamento per bambini venduta in ben 40 punti vendita, a cui strizzano l’occhio anche le mamme dello star system.

Inizia così per caso, un po’ per hobby e passione, realizzando a mano un cappellino per il figlio. «Sono stata fortunata, una signora lo ha visto e mi ha chiesto di farne altri da vendere nel suo negozio». La fortuna aiuta gli audaci e così trasforma ben presto il suo hobby in un vero lavoro. «Ora vendo i miei capi in moltissimi esercizi commerciali e a Vigevano ho un negozio tutto mio in franchising».

Nasce da un incontro fortuito e tanta passione la linea d’abbigliamento per bambini “Nina”, capi  fatti interamente a mano che vanno dai cappellini, meglio se con le orecchie da topolino, ai costumi da mare e le felpe con il cappuccio che richiama la testa di un drago.

«Dopo quel primo apprezzamento mi sono arrivate tantissime richieste di abiti e accessori per bimbi. Sono stata subito entusiasta di soddisfarle, creando nuovi capi e dando spazio alla fantasia» racconta Valentina. «La famiglia e gli amici mi hanno incoraggiato ed io ci ho creduto. Ora, tra i miei clienti, ci sono anche attrici e calciatori che comprano vestiti per i loro figli».

Il suo posto al sole, Valentina, se l’è conquistato con i denti, anzi con gli uncinetti. «La difficoltà maggiore per me  è stata riuscire a ritagliarmi un mio spazio personale a Napoli. Qui è difficile fare cose originali, noi napoletani abbiamo un estro da far invidia a chiunque e di cose belle fatte a mano ce ne sono parecchie, eppure spesso non sono valorizzate».

La sua ispirazione la trae dalla naturale linfa creativa della città. «Qui a Napoli, la creatività è la normalità. Se confronto la mia linea d’abbigliamento con altre fatte a mano al Nord si nota la differenza. Il nostro tratto distintivo è la fantasia».

Ed sono proprio la creatività e impegno a contraddistinguere la sua scalata al successo. «Non mi sono mai scoraggiata ed è quello che dovrebbero fare tutti quelli che vogliono fare impresa in città».

Preoccupazioni ci sono, certo, soprattutto se si parla di impresa e futuro. «Io voglio restare qui, questa è la mia terra, dove ho tutto, ma se penso a mio figlio vorrei farlo crescere altrove. È difficile trovare un lavoro davvero soddisfacente qui. Io sono avvantaggiata, non ho orari prestabiliti, ma avere un qualcosa di stabile a Napoli è complicato. Spero che le cose migliorino».

Nel frattempo, le speranze ci sono tutte: Nina approderà in altre due città italiane, come Novara e Grosseto. «I miei vestiti piacciono molto alle mamme, ma la soddisfazione più  grande che mi ha dato questo lavoro è stato vedere bambini fare i capricci per avere un pantalone o una gonna con un fiocco particolare, come se fosse un giocattolo che vogliono a tutti i costi. Sono quei sorrisi che mi ripagano di tutti i miei sacrifici».

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