Lello Carlino, l’imprenditore “borsaiolo”

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A cura di Lorenzo Face

«Sono un borsaiolo di professione, nel senso buono del termine, altrimenti qui a Napoli potrei essere frainteso!».  Raffaele Carlino, Presidente della Carpisa, marchio di borse noto in tutto il mondo, è partito da piazza Mercato, dove il nonno, di cui porta il nome, aveva un negozio di pelletteria. «Mio padre Gennaro, poi, è passato dal negozio ad una piccola fabbrica artigianale di borse, subito dopo la guerra. Io a 15 anni ho iniziato a lavorare lì, ci andavo dopo la scuola. Mio padre partì per l’Asia per una fiera di esportazione, per provare ad entrare in quel mercato. Al ritorno mi disse: ‘Non ho venduto nemmeno una borsa, ma ci sono dei buoni presupposti per riuscirci’. Mi sono fatto pregare un po’ ma poi sono partito e, negli anni Ottanta, abbiamo creato il multi brand Carpisa, vendendo sia prodotti italiani che stranieri, fino ad arrivare agli anni 2000 con il mono brand».

L’azienda, tuttavia, è rimasta a conduzione familiare, con papà Gennaro ancora attivo sul lavoro a 85 anni, ma anche con il fratello Maurizio e le sorelle Luisa e Filomena.

L’incontro con la famiglia Cimmino, proprietaria di Yamamay, ha infine dato vita alla Pianoforte Holding che, oltre a Carpisa e Yamamay, comprende la Jaked, linea d’abbigliamento specializzata che accompagna i migliori atleti e gli appassionati di nuoto, essendo lo sport un’altra passione di Raffaele Carlino. «Abbiamo sponsorizzato numerose società sportive che ci hanno dato soddisfazioni, come la pallanuoto del Circolo Nautico Posillipo, con cui abbiamo vinto uno scudetto e una coppa campioni. E poi abbiamo collaborato con campioni di nuoto come Massimiliano Rosolino, Federica Pellegrini e Tania Cagnotto. Con la Napoli Calcio Femminile, poi, quest’anno contiamo di ritornare in serie A».

I tre marchi hanno un totale di 1250 punti vendita in tutto il mondo, di cui circa cinquanta in Arabia Saudita e altrettanti in Spagna. «Ora stiamo aggredendo la Francia e la Germania – racconta Carlino – ma il sogno di tutti gli imprenditori è quello di arrivare in Cina e negli Stati Uniti, dove il mercato è molto più difficile. L’obiettivo però sono questi due Paesi».

I segreti di questo successo mondiale, Raffaele Carlino li spiega così: «Al contrario di quanto dicono gli altri, nel creare un’impresa a Napoli ci sono più vantaggi che svantaggi. Napoli è unica al mondo, abbiamo eccellenze in ogni campo, dall’alimentazione alla sartoria, dalle calzature alla ceramica, ma anche i cantanti e gli attori. Il sole e l’allegria favoriscono la creatività».

Note negative, ci sono, certo, ma questo non riguarda chi lavora. «Il napoletano, quando finalmente riesce a trovare un lavoro, dà il meglio di sé, proprio perché è consapevole delle difficoltà di ottenerne uno».

Scegliere un personale valido e volenteroso, quindi, rappresenta il primo gradino per arrivare al successo, ma altrettanto importante è riuscire a innovarsi senza rinunciare alle tradizioni famigliari e al legame con il territorio.

In quest’ottica si inseriscono diverse scelte strategiche del brand. Come quella di rafforzare il canale e-commerce o quella di eleggere come testimonial 2016/2017 l’attrice spagnola Penelope Cruz, ospite d’onore del Galà Carpisa alla Reggia di Caserta a settembre. E anche la scelta della location non è casuale: sottolinea il legame con il territorio e l’impegno del Gruppo a sostenere alcuni restauri di quella Reggia, famosa in tutto il mondo che, realizzata da Luigi Vanvitelli, che segnò l’affermazione del Regno di Napoli nel panorama sociale e culturale europeo.

Il brand internazionale, così, lega il suo nome all’arte e alla cultura italiana, emblema di un made in Italy senza confini e senza tempo.

«Non si può fare un’impresa tanto per farla. Bisogna avere idee chiare, un progetto ben definito, specializzato e stare al passo con i tempi. E poi, come ricordo sempre ai miei dipendenti, bisogna amare il proprio lavoro e continuare a svolgerlo con la stessa umiltà degli inizi. Anche quando arriva il successo bisogna restare umili, perché la crisi è dietro l’angolo».