ON, l’analogico incontra il digitale

a cura di Lorenzo Face

ON (Old & New) è il primo giradischi plug and play che sta conquistando il mondo. Ed è made in Naples.

«L’idea è nata perché spesso, quando finivo tardi di lavorare, gli amici mi chiamavano per andare a prendere una birra ed io li invitavo nel mio laboratorio, così mi portavano da bere e ascoltavamo insieme i nostri vinili preferiti. Avevamo la serata Beatles, quella dei Pink Floyd o un’altra dedicata a Pino Daniele. Spesso, però, non trovavamo il vinile che volevamo ascoltare, quindi era necessario collegarci con il computer all’amplificatore e alle casse». Così Giuseppe Pinto, 32enne napoletano, nel suo laboratorio, un sottoscala di Materdei, ha dato vita a questo prodotto dal design semplice ed elegante e una qualità del suono perfetta. ON, Old & New, è un giradischi con un preamplificatore valvolare grazie a cui si possono ascoltare i vinili ma anche collegare pc, smartphone e quant’altro tramite un ingresso Usb posto sul retro o l’antenna bluetooth integrata. Analogico puro e l’alta definizione del digitale insieme. Old & New, appunto.

«Ho iniziato a disegnarlo un anno e mezzo fa – racconta Giuseppe – e con i miei compagni di liceo, Fabio Chianese ed Ettore Ambrosio di Zetae, abbiamo realizzato il design che coniuga vecchio e nuovo».

ON, infatti, unisce il legno dei giradischi degli anni sessanta, un multistrato di betulla piacevole al tatto, e il Cobran, materiale moderno che dà la stessa sensazione, usato per il piatto e per le manopole.

«Non è stato facile costruirlo, perché di giorno riparavo impianti audio, la sera lavoravo come responsabile tecnico e fonico all’Agorà Morelli e al Lanificio 25, quindi per me si trattava di un terzo lavoro. Inoltre, ottenere finanziamenti a Napoli non è stato semplice» spiega. «Ho costruito sette esemplari interamente a mano, vincendo le perplessità di mio nonno che mi ha insegnato tutto di questo mestiere e che a 88 anni lavora ancora nel laboratorio, ma non credeva potessi farcela».

Le stesse perplessità, però, Giuseppe le ha trovate nei finanziatori.

«A Napoli – aggiunge – siamo rimasti indietro per quanto riguarda la tecnologia. Persino quando si parla di bluetooth, persone di una certa età storcono il naso. Sarebbe più facile trovare finanziamenti per una pentola piuttosto che per l’elettronica di consumo».

Ma con la tenacia di chi crede in un’idea vincente Peppe Pinto non ha mollato e quando ON è stato presentato alla Fiera di Monaco High End, una delle più importanti del settore, ha chiuso contratti di distribuzione in sessanta Paesi. «Solo dopo questo exploit ho trovato qualcuno che credesse nel progetto. Adesso mi hanno chiesto di portare la produzione all’estero, ma per ora rispondo: ‘No, grazie, sono italiano’».

Oltre i confini nazionali tutt’ora lo corteggiano ma le sue radici sono ben piantate all’ombra del Vesuvio. «La cosa più divertente, a Monaco, è stato quando ci chiedevano se ON fosse made in Italy e io e i miei amici rispondevamo: ‘No, è made in Naples’».